Progetti

Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale 2022 PNRR
Eco-writings. Geography, environment and resilience in German literature

Attraverso l'applicazione di categorie analitiche e metodologiche basate sugli studi ecologici e ambientali, questo progetto intende evidenziare, all'interno della storia della cultura letteraria tedesca che va dal XVIII secolo ai giorni nostri, i momenti chiave dell'osmosi tra forme letterarie e forme della natura. A tal fine, una serie di casi di studio accuratamente selezionati dimostrerà come l'interazione tra letteratura e ambiente abbia costantemente spinto la prima a sperimentare nuove espressioni linguistiche, sempre più legate all'oggetto della descrizione, non solo in termini di contenuto ma anche di forma e performatività. Nello specifico, le tre unità di ricerca coinvolte nel progetto indagheranno: 1) le mutazioni delle forme letterarie sulla scia delle trasformazioni dei paradigmi scientifici relativi allo studio della natura e dei sistemi mediatici ad essa collegati; 2) le diverse modalità letterarie di interazione, osmosi e correlazione che avvengono tra il sé e l'ambiente circostante, sia nella prospettiva del primo (autore e sua opera) che in quella del pubblico (ricezione dell’opera); 3) come le parole, nelle opere letterarie, possano essere trasformate in un luogo unico di resilienza e sopravvivenza di fronte ai casi in cui la natura è profanata dalla devastazione nucleare, climatica e industriale. Considerando la prevalenza del paradigma antropocentrico in letteratura, si vuole verificare come un paradigma alternativo, meno antropocentrico, che vede la letteratura come mezzo capace di intensificare l'esperienza della natura (Hartmut Böhme) e di ridisegnare il rapporto tra ambiente e essere umano, si sia progressivamente affermato nel canone letterario e culturale tedesco. L'obiettivo è quello di attirare l'attenzione della comunità scientifica sul modo in cui la letteratura si confronta con l'ecologia e sulle implicazioni etiche che questo dialogo presuppone.

Through the application of analytical and methodological categories based on ecological and environmental studies, this project intends to highlight, within the history of the German literary culture that goes from the 18th century to the present day, keymoments of osmosis between literary forms and forms of nature. To do so, a series of thoroughly selected case studies will demonstrate how the interaction between literature and the environment has constantly pushed the former to experiment with new linguistic expressions, which have become more and more connected to the object of description, not only in terms of content but also in terms of form and performativity. Specifically, the three research units involved in the project will investigate: 1) the mutations of literary forms in the wake of the transformations of the scientific paradigms concerning the study of nature and the media systems connected to it; 2) the different literary modalities of interaction, osmosis, and correlation happening between the self and the surrounding environment, both in the former’s perspective (author’s and author’s product) and in that of the audience (product’s fruition); 3) how words, in literary works, can be turned into a unique place of resilience and survival in the face of cases in which nature is desecrated by nuclear, climatic and industrial devastation. Thus, considering the prevalence of the anthropocentric paradigm in literature, the aim is to verify how an alternative, less-anthropocentric paradigm – which sees literature as a medium capable of intensifying the experience of nature (Hartmut Böhme) and of reshaping the relationship between environment and humankind – has increasingly made its way within the German literary and cultural canon. This is intended to draw the attention of the scientific community to the way literature deals with ecology, as well as its ethical implications

Docenti UniBg: Amelia Valtolina (responsabile di unità), Raul Calzoni

Sedi delle unità di ricerca: Sapienza Università di Roma (PI), Università Roma Tre, Università degli studi di Bergamo

ElecTronic Health In ContextS. The alliance and cooperation between telemedicine and home therapies towards personalized socio-technical treatments (ETHICS)

Il progetto mira a esplorare le possibilità di una interpretazione socio-tecnica e centrata sul paziente della telemedicina, all’interno di un approccio sistemico alla salute, ponendosi in linea con gli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (o PNRR) e, in particolare, con la riforma delle cure territoriali, al fine di ridurre le ineguaglianze e migliorare l’integrazione tra servizi sanitari regionali e piattaforme nazionali attraverso soluzioni innovative. Lo sviluppo della telemedicina è uno degli interventi strategici per “rendere la casa il primo luogo di cura”. Oltre a contribuire al cluster “Health” di Horizon Europe, il progetto riguarda molte attività chiave previste nel piano nazionale di ricerca (PNR) italiano del 2021-2027. Allo stato attuale, nelle pratiche di telemedicina prevale ancora un approccio tecnico e biomedico, Tale approccio considera le tecnologie come semplici (e neutrali) strumenti per supportare la cura e si basa su una visione riduzionista della malattia, vista come incidente biologico o squilibro biochimico. Tuttavia, da qualche tempo, hanno cominciato a svilupparsi alcuni approcci complementari. Essi considerano la salute e la malattia come una proprietà del sistema sociale piuttosto che un insieme di condizioni individuali, affermando il ruolo cruciale delle comunità di pratiche di dottori, pazienti e le loro famiglie, infermieri, amministratori, volontari, paramedici e associazioni di supporto psicologico. Tutti questi mondi sociali interrelati contribuiscono alla salute, alla malattia e alla guarigione di pazienti individuali. In questa prospettiva, la prestazione e l’efficacia delle tecnologie dell’e-health dipendono dal loro radicamento nei contesti abilitanti. Attingendo ad un approccio socio-tecnico e personalizzato sul paziente, comunemente adottato negli Studi di scienza e tecnologia (STS) e nella Sociologia della salute e della medicina (SHM) il progetto si pone l’obiettivo di studiare alcuni casi innovativi di terapie a distanza legate a due tipi di malattie: oncologiche e legate al COVID-19. Lo studio applicherà un approccio mixed e multi-metodo usando tre differenti metodologie: 1) una web survey (sugli atteggiamenti e le pratiche nei confronti della telemedicina) volta ad un campione di Medici di medicina generale; 2) 4 case studies; 3) una Delphi group, con esperti di salute pubblica e telemedicina. Oltre alle comunità accademiche, il progetto mira a stimolare la creazione/aggregazione di comunità cliniche e centrate sulla salute, nell’ambito di singole patologie. Uno dei risultati del progetto consiste infatti nella istituzione di una comunità di pratica, per condividere esperienze di successo nelle pratiche di e-health.

The project aims to explore the possibilities of a socio-technical and patient-centered interpretation of telemedicine, within a systemic approach to health. The proposal is in line with the interventions envisaged by the National Recovery and Resilience Plan (or PNRR) which, in coherence with the reform of territorial care, aims at reducing territorial inequalities and improving the integration between regional health services and national platforms through innovative solutions. The development of telemedicine is one of the strategic interventions envisaged to 'make the home the first place of care'. Further, beside contributing to the cluster “Health” of Horizon Europe, the proposal concerns many key activities featured in the 2021-27 Italian NRP (National Research Plan - PNR in Italian), because they require a higher understanding and development of telemedicine. Currently, a technical and biomedical approach still prevails in telemedicine practices. This approach frames technologies as mere (and neutral) tools to support care, and holds a reductionist view of illness as biological accidents or biochemical imbalances. However, for some time now, complementary approaches have been developed. They consider health and illness as a property of the social system rather than individual conditions, pointing to the role of the communities of practice of doctors, patients, their families, nurses, administrators, volunteers, paramedical and psychological support associations. All these interrelated social worlds contribute to individual patients' health, illness, and recovery. In this perspective, the performance and effectiveness of e-health technologies depend on their embeddedness in enabling contexts. Drawing on a socio-technical and patient personalized approach, commonly adopted in Science and Technology Studies (STS) and Sociology of Health and Medicine (SHM), the proposal aims to study some innovative cases of implementation of remote therapies related to two diseases: oncological and COVID-19. The study will apply a mixed-and-multi-methods approach, using three different methodologies: 1) a web survey (on attitudes and practices towards telemedicine) addressed to the whole population of the Italian General Practitioners - GPs; 2) 4 case studies; 3) a Delphi group, with experts in public health and telemedicine. Besides the academic communities, the proposal aims at stimulating the creation/aggregation of clinical and healthcare-centred communities, dealing with single morbidities. One of the outcomes of the proposal stands as a community of practice, sharing experiences of successful e-health practices.

Docenti UniBG: Barbara Sena (responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università degli Studi di Milano (PI), Università degli studi di Bergamo, Università Politecnica delle Marche

Towards a history of Italian antisemitism (1870-2022). Rhetorics, narratives, “conspiracies”

Il progetto mira a scrivere, per la prima volta, una storia dell’antisemitismo in Italia dall’Unità ai giorni nostri. Studierà la retorica del discorso antiebraico, identificandone le componenti principali – cattolica, razzista, economica, ecc. – e analizzando la vasta gamma di dispositivi narrativi e discorsivi impiegati nel corso dei decenni per promuovere programmi più o meno apertamente antisemiti. Si concentrerà sulle teorie del complotto, costrutto frequente nell’ideologia antisemita moderna, evidenziando i momenti storici in cui gli ebrei sono stati rappresentati come una minaccia all’ordine politico, morale e sociale in termini di fedeltà nazionale, comportamento religioso e morale, presunto ruolo economico, differenza “razziale”, ruolo politico reale o immaginario. In particolare: il periodo post-unitario, quando la Chiesa cattolica identificava gli ebrei come un simbolo delle minacce moderne (secolarizzazione, socialismo ecc.); il primo dopoguerra, quando in diversi paesi europei furono pubblicati i “Protocolli dei Savi Savi di Sion”; il periodo fascista, comprese le “leggi razziali” del 1938 e le conseguenti propaganda e persecuzione; il periodo della “Soluzione Finale” in Italia 1943-1945; l’immediato dopoguerra e vari segmenti dell’era repubblicana, durante i quali gli ebrei tornarono a essere oggetto di pregiudizio nel discorso pubblico, in connessione con gli eventi in Medio Oriente e in relazione al ruolo di Israele, alla crisi internazionale dell’11 settembre 2001 e alla crisi finanziaria del 2008. L'unità di Ca’ Foscari lavorerà soprattutto sul periodo compreso tra il 1870 e il 1945, e sulle principali questioni storiche del progetto. L'unità di Bergamo lavorerà prevalentemente sul periodo compreso tra il 1946 e il 2022 e sulle principali questioni teoriche (semiotiche e narratologiche) del progetto.

This research project aims at laying the grounds for a hitherto unwritten history of antisemitism in Italy, from the country’s unification until the present day. It examines the rhetoric of anti-Jewish discourse, identifying its main components – catholic, racist, economic, etc. – while analyzing the vast array of narrative and discursive devices employed over the decades to further more or less overt antisemitic agendas. It focuses on conspiracy theories, a frequent construct in modern antisemitic ideology, and will concentrate on those historical moments in which Jews were represented as a menace for the political, moral and social order in terms of national allegiance, religious and moral behavior, alleged economic role, “racial” difference, real or imagined political role. In particular: Italy’s post-unification period, a time in which the Catholic Church identified Jews as a symbol of modern threats (secularization, socialism etc.); the post First-World-War period, when the “Protocols of the Elders of Zion” were published in several European countries; the fascist period, including the 1938 “racial laws” and the ensuing propaganda and persecutions; the period of the “Final Solution” in Italy 1943-1945; the aftermath of WWII, and various segments of the Republican era during which Jews became again the object of prejudice in public discourse, in connection with events in the Middle East and in relation to the role of Israel, the international crises of September 11, 2001, and the financial crisis of 2008. The Ca' Foscari unit will work especially on the period between 1870 and 1945, and on the main historical questions of the project. The Bergamo unit will work mostly on the period between 1946 and 2022 and on the main theoretical (semiotic and narratological) questions of the project.

Docenti UniBg: Valentina Pisanty (Responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università Ca’ Foscari (PI), Università degli studi di Bergamo

Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale 2022
The influence of Eastern European dissent in Italy from the mid-Sixties to the collapse of the Berlin Wall. Networks and “echo chambers” of an entangled European history

Durante il periodo della “destalinizzazione” in Russia nacquero le prime forme del cosiddetto dissenso, che si intensificarono e si diffusero in diversi paesi del blocco sovietico dopo il Sessantotto e in particolare dopo il fallimento del “socialismo dal volto umano”. Il dissenso non fu un fenomeno unitario ma un “arcipelago” di gruppi e realtà informali e talvolta clandestine, che si espressero in forme culturali prima che politiche. Tale fenomeno si alimentò attraverso le reti create con l’occidente democratico e in particolare con l’Europa dell’ovest dove le esperienze sociali e le affermazioni valoriali del dissenso - e in particolare la difesa dei diritti umani, della libertà e della non violenza come prassi coerente di opposizione al potere totalitario - arrivarono anzitutto attraverso i canali del Samizdat e del Tamizdat (termine con cui si indica generalmente la pubblicazione e la diffusione in Occidente di testi del dissenso Oltre Cortina). In Europa occidentale le idee del dissenso agirono come un ponte capace di superare la cortina di ferro tra due mondi all’apparenza ineluttabilmente divisi e si diffusero fino a diventare valori fondanti della cultura europea, traducendosi anche in programmi politici di ricostruzione democratica nel quadro di una crescente integrazione dei paesi d’oltrecortina nell’Unione Europea. Il progetto intende verificare quali siano stati i contenuti originari del dissenso e il loro impatto nella società e nella cultura italiana dalla metà degli anni Sessanta al crollo del muro di Berlino, interrogandosi su quali furono le “casse di risonanza” del dissenso in Italia. Le tre unità di ricerca che svolgeranno il progetto si prefiggono di contribuire alla storiografia europea che negli ultimi dieci anni ha portato avanti un lavoro di ricostruzione delle reti del Samizdat e del Tamizdat, e che risulta ancora sottorappresentata relativamente al caso italiano. Attraverso le articolate competenze interdisciplinari che li caratterizzano, gli studiosi amplieranno la ricerca indagando la galassia di gruppi di base, associazioni e movimenti laici e cattolici, sindacati, federazioni di partito, centri culturali, case editrici, riviste, giornali, radio e programmi televisivi che sostennero e diffusero le idee del dissenso in Italia, tenendo conto dell’intreccio tra la dimensione storica, quella filosofico-teologica e quella letteraria. Il progetto, oltre a contribuire in maniera molto significativa agli studi italiani sul tema del dissenso intende interrogarsi sulle interazioni tra Europa occidentale e orientale negli ultimi decenni della Guerra Fredda, per contribuire a far luce sulle dinamiche della costruzione di patrimonio identitario europeo comune e con-partecipato. La strategia di diffusione multimediale del progetto permetterà che questo patrimonio possa contribuire a riscoprire il senso e la storia di una identità comune europea.

During the period of "destalinization" in Russia the first forms of so-called dissent were born, which intensified and spread in several countries of the Soviet bloc after 1968 and in particular after the failure of "socialism with a human face". Dissent was not a unitary phenomenon but an "archipelago" of informal and sometimes clandestine groups and realities, which expressed themselves in cultural rather than political forms. This phenomenon was nourished through the networks created with the democratic West and in particular with countries of Western Europe, where the social experiences and moral affirmations of dissent - and in particular the defense of human rights, freedom and non-violence as a coherent practice of opposition to totalitarian power - arrived primarily through the channels of Samizdat and Tamizdat (a term that generally indicates the publication and dissemination in the West of the clandestine texts of the dissent). In Western Europe, the ideas of dissent acted as a bridge able to overcome the Iron Curtain between two worlds seemingly inescapably divided and spread to become founding values of European culture, translating into political programs of democratic reconstruction in the framework of a growing integration of the countries of East Europe in the European Union. The project aims to verify the impact of Eastern European dissent on Italian society and culture from the mid-1960s to the fall of the Berlin Wall, starting with a survey of the "echo chambers" of dissent in Italy. The three research units that will carry out the project aim to contribute to the European historiography that in the last ten years has carried out a reconstruction of the Samizdat and Tamizdat networks, and that is still overlooked in relation to the Italian case. Through the articulated interdisciplinary skills that characterize them, the scholars will broaden their research by investigating the galaxy of grassroot groups, lay and Catholic associations and movements, trade unions, party federations, cultural centers, publishing houses, journals, newspapers, radio and television programs that supported and spread the ideas of dissent in Italy, taking into account the intertwining of the historical, philosophical and literary dimensions. The project intends, in addition to contributing in a very significant way to Italian studies on the theme of dissent, to question the interactions between Western and Eastern Europe in the last decades of the Cold War, in order to help shed light on the dynamics of the construction of a common and shared European identity heritage, which today seems to be called into question by the dramatic geopolitical developments on Europe's eastern border. The multimodal dissemination strategies of the project will allow this heritage to contribute to rediscover the sense and the history of a common European identity.

Docenti UniBg: Santino Maletta (Responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli studi di Bergamo, Università degli studi Suor Orsola Benincasa

Cultural communities and seventeenth-century books of verse: the Italian context

Il progetto prevede uno studio delle raccolte di poesia lirica italiana del XVII secolo, in rapporto con le comunità culturali di produzione e di fruizione. Il primo versante della ricerca comprende la raccolta massiva dei dati, attraverso il censimento, il reperimento e la schedatura digitale delle raccolte di poesia d’autore e collettive. Particolare attenzione verrà data alla visualizzazione della struttura e alla creazione di categorie e soggetti, mettendo il corpus secentesco in dialogo con quelli di altre epoche e lingue. Il secondo versante prevede lo studio dei dati raccolti. A un esame linguistico-stilistico verrà preferito uno studio delle comunità culturali che si muovono intorno alle raccolte di poesia e di cui esse diventano la rappresentazione. Verranno studiate le relazioni con il contesto storico e con le occasioni sociali, private e pubbliche, attraverso un esame integrato delle figure che collaborano alla costruzione delle raccolte: autori, curatori, stampatori, dedicatari, mecenati.

The project envisages a study of 17th-century collections of Italian lyric poetry, to be examined in connection with the cultural communities in which they were produced and used. The first main core includes the extensive collection of data through the census, gathering, cataloguing and itemization of both single- and multi-authored collections. Particularly, our aim is to convey the structure of collections more effectively and to allow for the creation of categories and subjects: the 17th-cent. corpus will be integrated with earlier and foreign corpuses. The second core concerns the study of the data. Rather than on language and style, research will focus on the cultural communities that gravitate around collections of poetry and are ultimately reflected in them. The connections with historical contexts and social occasions, both private and public, will be investigated through an integrated study of the collaborators involved in the construction of collections: authors, editors, printers, patrons and dedicatees.

Docenti UniBg: Clizia Carminati (Principal Investigator)

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Bergamo, Università degli studi di Trento, Università degli studi di Siena, Università degli studi di Genova, Università Cattolica del Sacro Cuore

Declinations of risk: for an archaeology of aesthetic and literary imaginaries from the twentieth century to the present day in French-language literature

Il progetto di ricerca si propone di indagare e mostrare la rilevanza del concetto di rischio nell’ambito della letteratura di lingua francese dagli inizi del Novecento alla contemporaneità. Si tratta di un approccio altamente innovativo, poiché il tema è stato ampiamente studiato soltanto nelle discipline quantitative (dalla matematica alla fisica passando per l’economia) e nelle scienze sociali. Con rischio si deve intendere la possibilità che un’azione progettuale e creativa vada incontro a possibili avvenimenti nefasti, suscettibili di minacciare l’integrità di individui, società, sistemi o organizzazioni. Il rischio implica, in questo senso, la possibilità di un imprevisto, l’esistenza di un margine di incertezza quanto al futuro e la questione della sua gestione. Si tratta di aspetti di grande rilevanza nelle pratiche letterarie. Il progetto di ricerca si propone allora di comprendere in che modo il rischio intervenga nelle pratiche letterarie e come queste a loro volta reagiscano ad esso, permettendo di plasmare non soltanto nuove pratiche sociali e stili di vita (habitus), ma anche nuove forme di progettualità, di razionalità e di cura del mondo. Si tratta, in altre parole, di mostrare il nesso tra pratiche creative propriamente letterarie e l’elaborazione di forme di razionalità non meccaniche che devono sistematicamente fare i conti con la possibilità del fallimento. Il rischio può apparire in tal modo come l’inquietudine riflessiva che un progetto rivolge a se stesso, poiché attraverso la nozione di rischio si mette sempre in questione una progettualità, riconoscendone l’inevitabile contingenza e storicità. A tal fine, le unità coinvolte nel progetto di ricerca si propongono di creare una mappa concettuale in grado di mostrare le relazioni e le connessioni tra le rappresentazioni letterarie e le teorie del rischio dall’inizio del Novecento alla contemporaneità. Lo studio delle opere relative agli anni della grande crisi delle certezze e dei fondamenti del primo Novecento (Torino), l'analisi della creazione letteraria degli anni successivi alla seconda guerra mondiale (Bergamo), e la ricerca sulla letteratura contemporanea e le sue forme di spettacolarizzazione del rischio (Napoli) permetteranno di tracciare la traiettoria della drammatizzazione letteraria del rischio nella letteratura di lingua francese e la sua diffusione a livello di immaginario personale, collettivo e globale. È prevista la creazione di una piattaforma online con mappe digitali ramificate che evidenzieranno i collegamenti tra i diversi nodi concettuali

This research project aims to investigate and show the relevance of the concept of risk in French-language literature from the beginning of the 20th century to the present day. This is a highly innovative approach, as the theme has only been studied in quantitative disciplines (from mathematics to physics via economics) and in social sciences. Risk is to be understood as the possibility that a creative project may encounter potentially damaging events that could threaten the integrity of individuals, societies, systems or organisations. Risk implies, in this sense, the possibility of the unexpected, the existence of a margin of uncertainty regarding the future and the question of its management. These are aspects of great relevance in literary praxis. This research project therefore aims to understand how risk operates in literary praxis and how these react to it, allowing to shape not only new social practices and lifestyles (habitus), but also new ways of planning, reasoning and caring for the world. In other words, it is a question of showing the connection between creative practices that are specifically literary and the elaboration of non-mechanical forms of rationality that must systematically come to terms with the possibility of failure. Risk can thus emerge as the reflexive anxiety that a project addresses to itself, since through the notion of risk a projectuality is always questioned through the acknowledgement of its inescapable contingency and historicity. Through the study of literary works emerged during the great crisis of certainties and foundations of the early 20th century (Turin unit), a careful analysis of the literary creation of the years following World War II (Bergamo unibt), and a research on contemporary literature and its forms of spectacularization of risk (Napoli unit), it will be possible to trace a trajectory of the literary dramatization of risk in French-language literature and its diffusion throughout personal, collective and global imaginaries. The creation of an online platform with digitally networked maps highlighting the links between the different conceptual nodes is planned.

Docenti UniBg: Franca Franchi (responsabile di unità), Francesca Pagani, Nunzia Palimeri

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Torino (PI), Università degli studi di Bergamo, Università degli Studi di Napoli "Federico II"

 

Fandom democracy? Celebrity and new forms of citizens' engagement (FANDEM)

Il progetto parte dalla domanda se i cittadini nelle società contemporanee si stiano trasformando in fan. Oggi che le identità politiche sono divenute fluide e meno ideologiche e i leader politici sono rappresentati come celebrities, la partecipazione politica può attingere anche da forme di fandom? Il modo in cui i cittadini reagiscono a questi fenomeni è ancora parzialmente inesplorato. Il progetto si propone di studiarlo utilizzando un approccio multi-metodo – comprendente survey research e analisi dei social media – con l’obiettivo di comprendere quali siano le pratiche di fandom che potrebbero giocare un ruolo nella costruzione delle identità politiche. L’unità di Unibg sotto la guida del PI coordinerà le attività del progetto, seguendo in particolare la formulazione di un quadro di riferimento teorico mirato a guidare la ricerca empirica e la diffusione dei risultati.

The project poses a provocative question: are citizens in contemporary democracies transforming themselves into fans? As political identities become fluid and less ideological, could political belongings and participation be grounded on forms of fandom? It has been claimed that political leaders are currently represented as celebrities. The phenomenon has been mostly analysed by focusing on who political celebrities are, how they are covered by the media and how they capitalize on their celebrity status. What has been less thoroughly explored is how citizens are affected by leaders’ celebrity strategies in the era of digital media. Analogously, there is much left to say about the overall impact of celebrity and popular culture on the public debate. The project employs a mixed-methods approach – including survey research and the analysis of social media contents – to explore how citizens relate to celebrity politics. The project intends to investigate whether citizens are only an audience that attend celebrity performances or have also become producers of content, especially on social media. Through the analysis of the activities and practices of political celebrities’ followers, it will be assessed if they might be considered as true fans, for whom the fandom experience plays a role in the construction of their political identities. Overall, the project will offer an innovative contribution that may expand our knowledge of the interplay between political communication and entertainment.

Docenti UniBg: Donatella Campus (Principal Investigator), Alberta Giorgi

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Bergamo, Università degli studi di Urbino "Carlo Bo", Università degli studi di Perugia

Just transition in the factory. Workers' mobilizations and participatory innovation in emergent Italian experiences

La transizione a un modo di vita più sostenibile è ormai considerata un processo non più rimandabile, come testioniato dalla recente accelerazione dell'azione politica a livello europeo e nazionale (Next Generation EU/PNRR) e confermato ancora una volta dal report 2022 dell'IPCC sul cambiamento climatico. I fattori chiave della transizione però rimangono controversi. In termini idealtipici, si può distinguere tra un modello top-down, guidato dalle elite, e uno dal basso, basato su mobilitazioni sociali. Il primo dà per scontate la continuità del modello industriale attuale e la relativa divisione del lavoro tra attori pubblici e privati, scienziati e tecnici, lavoratori e cittadini/consumatori, assumendo l'inevitabilità dei costi sociali, soprattutto, occupazionali. Il secondo modello è ispirato da un approcco “prefigurativo”, che ha l'obiettivo di mettere in pratica una trasformazione a livello sociale, riorganizzando le relazioni socio-materiali nel qui e ora della vita quitidiana. Questo spesso implica modi alternativi di fare scienza, un ripensamento delle tecnologie e in generale processi decisionali più orizzontali. Il settore industriale sembra conservare un approccio dall'alto alla transizione, soprattutto in settori economici chiave dominati da grandi gruppi. Tuttavia, in Italia sono recentemente emersi casi in cui i lavoratori, in cooperazione con lo staff tecnico e professionisti esterni, sindacati e altri attori sociali e istituzioni, locali e non, provano a prendere il controllo del processo di transizione elaborando alternative che puntano a rimodellare relazioni e mezzi di produzione, salvare posti di lavoro e competenze, e ripensare gli obiettivi della produzione. Questo progetto realizzerà uno studio in profondità di alcune di queste esperienze, nei settori della produzione energetica e automotive, in comparazione con esperienze di transizione “dall'alto” negli stessi settori. Il metodo è quindi comparativo e basato su quattro metodologie qualitative di ricerca: analisi secondaria dei mass media e della letteratura grigia, interviste, focus group e osservazione partecipante. L'Unità di ricerca dell'Università di Bergamo si occuperà in particolare di uno dei due casi-studio nel settore automotive e ospiterà il seminario che si terrà a metà del progetto di ricerca.

Transition to a more sustainable way of living has come to the fore as a no longer deferrable task, as testified by the recent acceleration in political action at European and national level (Next Generation EU/PNRR) and confirmed once more by the 2022 IPCC report on climate change. The key drivers of transition remain however controversial. In ideal-typical terms one can distinguish between a top-down, elite-driven, and a bottom-up, social mobilizations-based, understanding. The former takes for granted the continuity of the industrial model in force, and the related division of labour between public and corporate actors, scientists and technicians, workers and the public of citizens/consumers, assuming the unavoidability of social, especially occupational, costs. The latter is inspired by a “prefigurative” approach, aimed at enacting change at societal level by reorganizing socio-material relations in the here and now of everyday life. This often entails alternative ways of doing science, a repurposing of technologies, and in general more horizontal decision-making processes. The factory seems the preserve of an elite-driven approach to transition, particularly in the key economic sectors led by large industrial groups. However, some cases have been recently emerging in Italy where workers, in cooperation with technical staffs and external professionals, unions and other local/translocal social actors and institutions, try to take over the transition process by elaborating alternatives that point to refashioning the relations and the means of production, saving jobs and skills while rethinking the purposes of production. The project will carry out an in-depth study of some of these experiences, in the sectors of energy and automotive production, set in contrast with elite-driven ones belonging to a same sector. The method adopted is therefore comparative, and based on a fourfold qualitative technique of inquiry: secondary analysis of media and grey literature, interviews, focus groups and participant observation. In particular, the Unibg Research Unit will focus on one of the two case-studies in the automotive sector, and will convene the mid-term workshop.

Docenti UniBg: Domenico Perrotta (responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Scuola Normale Superiore, Firenze (PI), Università di Bologna, Università degli studi di Ferrara, Università degli studi di Bergamo

Lost in manuscripts. Ideas, notes, acknowledgments (LiMINA)

Il progetto LiMINA mira a stabilire un oggetto di ricerca mai esplorato prima dalla critica: per “limina” si intendono tutte le glosse, segni di attenzione, marginalia, note di possesso, disegni amatoriali, annotazioni biografiche personali, brevi testi latini e volgari (letterari e non), che si trovano nei manoscritti. Il progetto analizzerà il primo corpus coerente di segni, scritte e disegni a margine, pagine bianche, spazi interlineari – ossia i limina dell’Antica Vulgata (85 mss. dal 1336 al 1355) – della vasta tradizione (800 mss.) della Commedia dantesca, al fine di raccogliere dati e informazioni circa la cultura dei lettori medievali e la ricezione di un capolavoro letterario che ha contribuito a definire l’identità occidentale. Attraverso un approccio interdisciplinare, sarà possibile trarre dai limina informazioni utili per comprendere le abitudini, gli interessi, le condizioni materiali e le caratteristiche psicologiche dei lettori italiani tardo-medievali. Questo progetto costituisce la prima parte di un lavoro più ampio, esteso a tutti i mss. della Commedia (e alle tradizioni materiali di altre opere dello stesso genere), e di una ricerca più approfondita, che concerne la creazione del canone vero e proprio della Commedia. Obiettivi principali di LiMINA sono: 1.1) fornire un paradigma metodologico (un nuovo oggetto di studio: limina; classificazione e funzionalizzazione di limina); 1.2) offrire una biblioteca digitale open access (database e archivio immagini basati sull’IIIF International Image Interoperability Framework, in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo dell’Unione delle Biblioteche Italiane e dell’Informazione Bibliografica-ICCU), ospitata dal server eCampus, utile per consultare e gestire la grande mole di dati e immagini raccolti, per formulare ipotesi statistiche rilevanti e per condurre ricerche incrociate; 2) accrescere la nostra conoscenza della cultura, della società, della mentalità delle popolazioni italiane tardo-medievali; 3.1) colmare una lacuna nello studio della ricezione, indagando, attraverso un significativo caso-studio, la dinamica tra testo e lettore nel Medioevo; 3.2) iniziare a riflettere sulla prima “reazione” al poema di Dante e alle sue principali figure ed episodi. Il ruolo dell’unità di UniBg nel progetto riguarda la trascrizione e l’analisi dei limina nel primo anno di progetto, la classificazione dei limina nel secondo anno: ai componenti dell’Unità di UniBg sarà affiancato un assegnista di ricerca nel settore scientifico-disciplinare della Filologia della letteratura italiana.

The project LiMINA aims to establish a new research object, never explored by critics before: by “limina” we mean all the glosses, signs of attention, marginalia, notes of possession, amateur drawings, personal biographical annotations, Latin and Vernacular short texts (literary and not) that are found in Medieval mss. This project will analyze the first coherent corpus of marks, writings and drawings in the margins, blank pages, interlinear spaces – namely, the limina of the Antica Vulgata (85 mss. from 1336 to 1355) – of the overabundant tradition (800 mss.) of Dante’s Commedia to get information on Medieval people, on their culture, on the reception of a masterpiece that contributes to define the western identity. Through an interdisciplinary approach it will be possible to draw from limina relevant information to understand the habits, interests, material conditions and psychological characteristics of Late-Medieval Italian people. This project constitutes the firste part of a broader work, on all the mss. of the Commedia (and on other works of the same type) and a more in-depth research, which includes the creation of the actual canon of the Commedia. The main objective of LiMINA are: 1.1) to provide the scholarly community with a seminal methodological paradigm (new subject of study: limina; classification and functionalization of limina); 1.2) to offer to scientific community an open access digital library (database and images archive based on the IIIF International Image Interoperability Framework, in collaboration with The Central Institute for the Union Catalogue of Italian Libraries and Bibliographic Information-ICCU), hosted by eCampus server, useful to consult and to manage the large amount of data and images collected, to formulate relevant statistical hypotheses and to conduct cross-searches; 2) to increase our knowledge of the culture, society, mindset and cognizance of medieval people, especially of the classes on which documentation is scarce; 3.1) to fill the gap in the study of reception, investigating, through a meaningful case-study, the dynamics between text and reader in the Middle Ages, 3.2) also starting to reflect on the very first “re-action” to Dante’s poem and its figures and episodes. The role of the UniBg unit in the project concerns the transcription and analysis of the limina in the first year of the project, the classification of the limina in the second year: the members of the UniBg Unit will be supported by a research fellow in the scientific-disciplinary sector of Philology of Italian Literature.

Docenti UniBg: Luca Lombardo (responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” (PI), Università Telematica e-Campus, Università degli studi di Pavia, Università degli studi di Bergamo, Università degli studi di Napoli “Federico II”

Making sense of the energy transition: political framing and social conflicts across multiple crises

Il progetto indaga il tema della transizione energetica – il passaggio dall'uso dei combustibili fossili all’energia verde – da un punto di vista politico e da una prospettiva sociale. La transizione energetica non è un processo esclusivamente tecnico, ma richiede adattementi sociali, culturali e istituzionali; tuttavia, le dimensioni della competizione politica e dei conflitti distributivi ad essa associati rimangono poco analizzate. Partendo da queste premesse, il progetto indaga il livello di politicizzazione di questo tema nel dibattito politico italiano, in una dimensione diacronica e secondo una prospettiva sia top-down che bottom-up.

The project investigates the topic of energy transition - the passage from the use of fossil fuels to green energy - from a political and social perspective. The energy transition is not an exclusively technical process, and requires social, cultural and institutional adaptations; nonetheless, the dimensions of political competition and distributive conflicts associated with it remain under-analysed. Starting from these premises, the project investigates the level of politicisation of the issue in the Italian political debate, along a diachronic dimension and according to both a top-down and a bottom-up perspective.

Docenti UniBg: Loris Caruso (Responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università della Calabria, Università degli studi di Bergamo

Mediterranean multipolarity and Roman unipolarity. Power competition and collaboration in the Graeco-Roman geopolitics (3rd–2nd century BCE)

International relations theories have increasingly been used to analyze Rome’s power growth in the Hellenistic Mediterranean. In recent times, the scholarly debate has argued in favour of applying the concept of unipolarity to the Eastern Mediterranean political system in the years between the Peace of Apamea (188 BCE) and the destruction of Carthage and Corinth (146 BCE). In this regard, Rome has been described as an emerging unipole, which has resources and capacity meaningfully superior to the other entities of the geopolitical system. Nevertheless, by focussing on Rome’s 2nd-century BCE military power, modern scholars have hitherto neglected to examine 3rd-century BCE Mediterranean multipolarity and its transition toward Roman unipolarity. By adopting an interdisciplinary approach, the project explores interstate relations in the 3rd -2nd century BCE Mediterranean. It aims to reveal the features of the Western and Eastern Mediterranean multipolarity before and during the emergence of Rome’s unipole. Using modern international relations theory to illuminate interstate relations, it challenges the view of a multipolar system as anarchic and self-destructive. The project has two main objectives: 1) by considering hard and soft power enacted by political entities, it aims to shed light on the geopolitical relations among Hellenistic monarchies and other actors during the height of their power in the 3rd century BCE. Also, it will explore the Eastern and Western reception of Rome’s becoming a player in the Mediterranean system. 2) it aims to reveal the non-military means employed by Rome’s unipole to enhance the perception of its power as superior and co-opt other political entities. By examining the economic factors of the transition toward Rome’s unipolarity, the research will identify the mutual influences between the Greek and Roman worlds in managing the economic setting, involving trade, resource exploitation, agriculture, and manpower. The research will produce a new analysis and interpretation of the Mediterranean geopolitics preceding the establishment of Rome’s hegemony. Based on the assumption that there is more to the ancient international relations than the military dimension, the research stresses the role of diplomatic politics and institutions, multilateral forums, economic factors and cultural influences as key  determinants for the functioning of the ancient Mediterranean system.

Docenti UniBg: Monica D'Agostini (Principal Investigator), Lucia Degiovanni

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Bergamo, Università degli studi di Torino

 

Movement experience through rhythmic organization in audiovisual representational texts (METRO_ART)

METRO_ART affronta per la prima volta in modo sistematico la questione dell'esperienza del ritmo di testi audiovisivi da parte dello spettatore e mira a costruire un modello teorico corroborato da dati neurocognitivi. La ricerca recupera la ricca letteratura sulla teoria del cinema sul ritmo per creare un modello generale dell'esperienza ritmica dello spettatore audiovisivo supportato da alcuni esperimenti neurofilmologici appositamente progettati. L'ipotesi principale della ricerca è che l'esperienza del ritmo si riferisca a quella del movimento; di conseguenza la ricerca studia il ritmo dalla prospettiva dell'esperienza corporea dello spettatore cinematografico. Da ciò derivano alcune questioni che la ricerca si propone di affrontare: (a) Quali elementi semiotici dei testi audiovisivi sono responsabili della costituzione dei loro profili ritmici e come essi si combinano? (b) In che cosa consiste l'esperienza ritmica incarnata dello spettatore? Come e in quali finestre temporali essa viene innescata e guidata dai profili ritmici dei testi? (c) Quali sono le relazioni tra l'esperienza ritmica, gli stati affettivi e la percezione del tempo? (d) Quali particolarità caratterizzano i contenuti audiovisivi in realtà virtuale? (e) È possibile individuare specificità significative nell'esperienza audiovisiva ritmica di soggetti affetti da patologie motorie? La ricerca include tre fasi: (I) Ricostruzione ed esplorazione della letteratura esistente ed elaborazione di ipotesi primarie. (II) Completamento di esperimenti utilizzando set di stimoli costruiti ad hoc per testare le principali variabili identificate nella fase precedente. (III) Sviluppo di un modello semiotico di esperienza audiovisiva ritmica. L'unità di ricerca di Milano utilizza metodologie comportamentali; l'unità di Parma adotta un approccio neurologico attraverso l'impiego dell'elettroencefalografia ad alta densità (HD-EEG); l'unità di Bergamo indaga le specificità dei media audiovisivi immersivi e in particolare la realtà virtuale.

METRO_ART addresses for the first time in systematic terms the issue of rhythmic experience of audiovisual texts lived by the spectator and aims at building a theoretical model supported by neurocognitive data. The research recovers the rich film theory literature on rhythm in order to create a general model of the audiovisual spectator's rhythmic experience supported by a series of neurofilmological experiments. The primary hypothesis of the research is that the experience of rhythm refers to that of movement; consequently, the research studies rhythm from the perspective of the cinematic viewer's embodied experience. The research aims to address a series of questions: (a) Which semiotic elements of the audiovisual text are responsible for the constitution of their rhythmic profiles, and how do they combine? (b) What does the spectator's embodied rhythmic experience consist of? How and in what time windows is it triggered and guided by the rhythmic profiles of the texts? (c) What are the relationships between rhythmic experience, affective states, and time perception? (d) What particularities characterize Virtual Reality audiovisual media? (e) Is it possible to find significant specificities in the rhythmic audiovisual experience of subjects impaired by motor pathologies? The research includes three phases: (I) Reconstruction and exploration of the existing literature and elaboration of primary hypotheses. (II) Completion of six experiments using sets of stimuli constructed ad hoc to test the main variables identified in the previous phase. (III) Development of a semiotic model of rhythmic audiovisual experience. Milan research unit uses behavioural methodologies; Parma unit adopts a neural approach with high-density electroencephalography (HD-EEG); (3) Bergamo unit investigates the specificities provided by immersive audiovisual media such as virtual reality.

Docenti UniBg: Adriano D'Aloia (responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli studi di Bergamo, Università degli studi di Parma

A physical geography of German-speaking literature

A partire da casi studio relativi ad aree geografiche specifiche (miniere della Turingia, della Boemia e della Sassonia-Anhalt; affluenti del Danubio; Bucovia-Galizia) e utilizzando categorie analitiche e metodologiche sviluppate nell’ambito degli spatial, ecological ed environmental studies, il progetto verifica l’utilizzabilità della dimensione geografica per lo studio dell’immaginario letterario e degli ambienti culturali e per una riorganizzazione della storiografia letteraria. Delle areegeografiche esaminate nei casi studio si analizzeranno i modi in cui esse hanno plasmato l’immaginario letterario e, viceversa, i modi in cui esse sono state plasmate dall’immaginario letterario stesso: si verificherà inoltre la definizione di tali spazi geografici come ambienti culturali e le caratteristiche che essi assumono in questa funzione. Lo spazio designato dalla geografia critica verrà inteso come spazio culturalmente definito, che si costituisce dall’interrelazione tra processi riguardanti la vita organica e inorganica, la società e la “natura”, l’evoluzione tecnico-scientifica e l’immaginario, i linguaggi dell’arte e della scienza. Lo spazio geografico, stratificata “pelle” (Latour) della terra, è mutevole prodotto dell’interconnessione di questi processi e quindi dell’agire umano nella storia in interazione con specie ed elementi. La letteratura è punto di vista prezioso in questo processo e concorre alla costruzione dello spazio geografico. Allo stesso tempo è pratica artistica correlata in modi molteplici con gli spazi geografici in cui si realizza. Dunque gli spazi geografici possono essere utilizzati – questa l’ipotesi su cui si intende lavorare – come principi organizzatori di una nuova modalità di analisi e di narrazione storiografica della letteratura. Muovendo dalla consapevolezza che ogni scrittura dedicata alla natura è contemporaneamente scrittura di una precisa cultura, si metterà alla prova il concetto di “ambiente culturale” nello studio della geografia fisica della miniera quale topos letterario, con focus sulla letteratura tedesca della DDR e successive al crollo di quest’ultima

Starting from case studies related to specific geographical areas (mines in Thuringia, Bohemia and Saxony-Anhalt; tributaries of the Danube; hills and plateaus of Bukovina-Galicia) and using analytical and methodological categories developed in the field of spatial, ecological and environmental studies, the project verifies the usability of the geographical dimension for the study of literary imagery and cultural environments and for a reorganization of literary historiography. The geographical areas examined in the case studies will be analyzed for the ways in which they have shaped the literary imagination and, vice versa, the ways in which they have been shaped by the literary imagery itself: the definition of these geographical spaces as cultural environments and the characteristics they assume in this function will also be verified. The space marked by critical geography will be understood as a culturally constructed space that is constituted by the interrelationship between processes concerning organic and inorganic life, society and "nature," technical and scientific evolution and imagery, and the languages of art and the sciences. Geographical space, the layered "skin" (Latour) of the earth, is a changing product of the interconnection of these processes and thus of human action in history in interaction with species and elements. Literature is a valuable point of view in this process and contributes to the constitution of geographical space. At the same time it is an artistic practice correlated in multiple ways with the geographical spaces in which it takes place. Therefore, geographical spaces can be used - this is the hypothesis on which we intend to work – as organizing principles of a new mode of analysis and historiographical narration of literature. Starting from the awareness that every piece of writing dedicated to nature is, at the same time, a piece of writing of a specific culture, the concept of "cultural environment" will be tested in the study of the physical geography of the mine as a literary topos, focusing on German literature from the GDR before and after its collapse.

Docenti UniBg: Amelia Valtolina (responsabile d'unità), Elena Agazzi

Sedi delle unità di ricerca: Università Roma Tre, Sapienza Università di Roma (PI), Unità degli studi di Bergamo

A social history of horses in the age of Italian communes (HISTHOR)

Il ruolo fondamentale della cavalleria nella società dell’Italia comunale (XII-inizi XIV secolo) è ormai un dato acquisito dalla storiografia. I combattenti montati a disposizione delle singole città erano molte centinaia e, talvolta, alcune migliaia. La presenza di una simile quantità di cavalieri implicava quella di un numero ancora superiore di cavalli, che andavano acquistati, allevati e nutriti. La crescita della popolazione urbana portò dunque con sé l’aumento parallelo del numero degli equini, con un impatto sulla vita sociale, politica, economica e culturale dell’epoca, che però non è ancora stato oggetto di studi approfonditi. I comuni, infatti, non possedevano propri cavalli, ma si affidavano a quelli allevati dai cittadini. La necessità di disporre di una quantità sufficiente di cavalli per la guerra e per le missioni diplomatiche rappresentò una dura sfida per i governi urbani, i quali dovettero allestire a tal fine complessi meccanismi legislativi e amministrativi e creare apposite magistrature, come i maniscalchi. Per gli stessi cavalieri, allevare i cavalli non era facile: i signori del contado trasferitisi in città disponevano di uomini e terre, ma molti milites cittadini dovevano ricorrere alle terre comuni, procurarsi sul mercato il fieno e le granaglie necessarie e cercare delle stalle per il ricovero, con un impegno finanziario non indifferente. L’allevamento, il commercio e la cura dei cavalli divennero allora importanti asset economici, creando un significativo indotto nei settori produttivi dell’agricoltura (pascoli, foraggi, cereali minori) e dell’artigianato (fabbri, maniscalchi, produzione di selle e finimenti) nonché della cultura veterinaria. I cavalli stessi, infine, vissero un importante cambiamento, con la selezione di tipologie specifiche, destinate ai vari ruoli (i destrieri per la guerra, i palafreni per la rappresentanza, ronzini, giumente e cavalli da tiro per le attività più comuni) e con mutamenti nelle modalità di allevamento, spesso con il passaggio da quello brado alla stabulazione. Con un’estesa indagine documentaria, condotta principalmente su fonti d’archivio, ma allargata estesa anche ai testi scientifici e letterari e ai resti materiali dei quadrupedi e degli edifici a loro destinati, il progetto HISTHOR si ripromette di studiare queste molteplici sfaccettature del rapporto fra uomini e cavalli fra XII e XIV secolo, nei suoi risvolti sociali, politici, economici, etologici e ambientali, al fine di meglio comprendere uno snodo fondamentale della storia umana ed equina.

The fundamental role of chivalry in the society of communal Italy (12th-early 14th century) is now an established fact in historiography. The city mounted fighters numbered many hundreds and sometimes several thousands. These stakesimplied an even greater quota of horses, which had to be bred, bought, raised and fed. The growth of the urban population thus brought with it a parallel increase in the quantity of horses, with an impact on the social, political, economic and cultural life of the time, which has not yet been analysed in depth. The communal cities did not own their own horses, but relied on those bred by citizens. The need to have a sufficient number for war and diplomatic missions represented a tough challenge for urban governments, which had to set up complex legislative and administrative mechanisms and create special magistrates, such as farriers. For knights, raising horses was not easy a task: the lords of the countryside who had moved to the city had men and land they could rely on, but many city milites had to resort to common land, procure the necessary hay and grain on the market and look for stables to house their mounts, with considerable financial commitment. The breeding, trade and care of horses then became important economic features, creating a significant economic income in the productive sectors of agriculture (pastures, fodder, minor cereals) and crafts (blacksmiths, farriers, production of saddles and harnesses) as well as vet culture. Finally, horses themselves underwent an important change, with the selection of specific types, destined for various roles (steeds for war,palfries for representation, nags or mares for more common activities) and with variations in breeding methods, often involving the transition from wild breeding to relaying. The HISTHOR project aims to study these multiple facets of the relationship between men and horses between the 12th and 14th centuries, in its social, political, economic, ethological and environmental aspects, in order to better understand a fundamental junction in human and equine history.

Docenti UniBg: Riccardo Rao (responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Milano (PI), Università degli studi di Bergamo, Università degli studi di Udine

Sport politics: football, media, and national identity in Italy (1968-2006)

Sport Politics ha l’obiettivo di ricostruire le pratiche storiche di mediatizzazione del calcio in Italia e le sue implicazioni identitarie e politiche nel periodo 1968-2006. Attraverso l’adozione di una metodologia interdisciplinare, che prevede il coinvolgimento di studiosi/e di media, storia, sociologia e giurisprudenza, la finalità è quella di interrogare le implicazioni sociali, culturali e politiche della rappresentazione mediatica del calcio in Italia dagli anni Sessanta fino agli anni Duemila. Prendendo come estremi temporali le due vittorie della nazionale di calcio italiana all’Europeo del 1968 e al Mondiale del 2006, Sport Politics vuole intrecciare la storia dei media e la storia del calcio con quella politica e culturale al fine di comprendere in che modo la rappresentazione del calcio, e il consumo popolare dello stesso attraverso i media, abbia influito nella costruzione storica di un’identità nazionale.

Con questo proposito, la ricerca ripercorrerà i processi di mediatizzazione del calcio italiano nella stagione d’oro dei media audiovisivi a larga diffusione, segnata sì dalla persistenza del medium radiofonico ma soprattutto dalla piena consacrazione di quello televisivo come strumento primario d’informazione e d’intrattenimento del pubblico sportivo. L’ambizione è quella di focalizzare la lenta ma decisiva trasformazione della partita di calcio da evento sportivo a evento mediale, capace di generare discorsi e processi sociali con implicazioni identitarie e politiche. L’obiettivo finale è quello di analizzare, in modo integrato e complementare: a) l’evoluzione del calcio come genere radiofonico e televisivo, la sua rappresentazione come evento mediale, le implicazioni giuridiche e legislative che accompagnano la vendita dei diritti di trasmissione; b) l’intreccio fra i processi di mediatizzazione del calcio e le trasformazioni dell’identità nazionale con riferimento ai mutamenti nella storia del giornalismo calcistico, scritto e televisivo, e la sua esponenziale crescita d’influenza mediatica; c) l’evoluzione del rapporto tra media, calcio e politica, sia nei termini dell’utilizzo pubblico del calcio a fini di legittimazione politica, sia considerando i processi di costruzione di un ambiente mediale in cui politica e cultura popolare, informazione sportiva e spettacolarizzazione politica si sono progressivamente sovrapposte.

Sport Politics aims at reconstructing the historical practices of mediatisation of football in Italy and its connections with identity and politics in the period 1968-2006. The purpose is to question the social, cultural, and political implications of media representation of football in Italy from the 1960s to the 2000s. This will be made through the adoption of an interdisciplinary methodology, involving scholars of media, history, sociology, and law. Taking as temporal extremes the two victories of the Italy national football team at the 1968 European Football Championship and the 2006 World Cup, Sport Politics has the objective to interweave the history of media and football with the history of politics and culture, in order to understand how the representation of football – and its popular consumption through media – has influenced the historical construction of a national identity. With this in mind, the research will retrace the process of mediatisation of Italian football in the “golden age” of mainstream audio-visual media, where radio still endured, but television became the primary information and entertainment medium for the sporting audience. The ambition is to focus on the slow but decisive transformation of the football match from sporting event to media event, capable of generating discourse and social processes with identity and political implications. The final objective is to analyse, in an integrated and complementary way: (a) the evolution of football as a radio and television genre, its representation as a media event, the legal and legislative implications accompanying the sale of broadcasting rights; (b) the intertwining between the processes of mediatisation of football and transformations of national identity with reference to the changes in the history of football journalism, both written and televised, and its exponential growth in media influence; c) the evolution of the relationship between media, football, and politics, both in terms of the public use of football for political empowerment and of the processes of construction of a media environment in which politics and popular culture, as well as sports information and political spectacularisation, have progressively overlapped.

Sedi delle unità di ricerca: Sapienza Università di Roma (PI), Università di Bologna, Università degli studi di Bergamo

Docenti UniBg: Federico Mazzei (responsabile di unità), Corrado Del Bò, Jacopo Perazzoli

 

Survey and digitization of spectacle sources. Identity patterns and socio-cultural exchanges in the migration of Italian artists to the United States (1850-1930)

Il progetto propone il censimento digitalizzato, attraverso la creazione di un database, degli artisti dello spettacolo italiani, che esportarono negli Stati Uniti il patrimonio performativo nel periodo dei grandi movimenti migratori europei (1850-1930). L’indagine si focalizza sui viaggi di artisti dalla formazione variegata (il prestigiatore, il cantante, l’attore di prosa, il macchiettista, il pantomimo, l’impresario circense, la ballerina classica, il drammaturgo e il compositore musicale). Le contingenze socioculturali dello status di migrante, l’esigenza di mantenimento della propria identità, ma anche le necessità imposte dal mercato connotarono le loro pratiche performative: flessibilità nelle proposte di spettacolo, fluidi scambi di ruoli, adattabilità al meticciamento culturale di matrice transnazionale (francesi, inglesi, tedeschi, yiddish). Il sistema di trasmissione e di stabilizzazione dei modelli italiani produsse esiti originali in formule miste di spettacolarità che, per certi versi, influenzeranno la storia performativa nordamericana del Novecento. In quest’ottica, il censimento intende fare emergere gli artisti del circuito del vaudeville italoamericano e i dilettanti delle filodrammatiche, uniti dalla condivisione di forme miste (repertorio dialettale, canzone napoletana, danza, pantomima, farsa). Alla luce di una valutazione storiografica che vede nel teatro degli emigrati la condizionante eredità della Commedia dell’Arte e la sua tecnica recitativa, il progetto si focalizza anche su taluni artisti che, già nei decenni anteriori, diffusero questo paradigma teatrale italiano attraverso la contaminazione della pantomima e del vaudeville francesi e inglesi; tra questi, Giuseppe Chiarini, attore al Bowery Amphitheater di New York e al tempo stesso cavallerizzo al P.T. Barnum’s Circus. La ricerca si concentra infine sulle ballerine scaligere (Rita Sangalli, Maria Bonfanti, Giuseppina Morlacchi), determinanti nella nascita di tipologie sceniche antesignane del cinema, come musical.

The project aims at offering a digitized census of the Italian performing artists who exported their theatre heritage to the United States during the period of the great European migratory movements (1850-1930). The survey focuses on the journey of artists with a mixed cultural backgrounds and training (magicians, singers, actors, pantomime artists, circus impresarios, dancers, playwrights and musical composers). The socio-cultural contingencies of migrant status, the need to maintain one's own identity, but also the needs imposed by the market characterized the performance practices of these artists: flexible programs, fluid exchanges of roles, adaptation to transnational cultural contamination (French, English, German, Yiddish). The transmission and stabilization of the Italian performance patterns produced original results in mixed formulas of spectacle that influenced the history of American performance in the twentieth century. To this end, the project intends to bring out the artists of the Italian American vaudeville circuit, the amateur dramatic groups, for the close sharing of mixed forms (dialect repertoire, Neapolitan song, dance, pantomime, farce). In the light of a historiographical evaluation identifying in the theatre of the Italian emigrants the conditioning legacy of the Commedia dell'Arte and its acting technique, the project also focuses on artists thanks to whom, already in the previous decades, this Italian performance pattern had spread, as the result of the contamination of spectacular forms such as French and English pantomime and vaudeville. Among these, was Giuseppe Chiarini, a player at the Bowery Amphitheater and a horseman at the Barnum's Circus. Finally, the project focuses on Scaliger dancers, Rita Sangalli, Maria Bonfanti, Giuseppina Morlacchi, who gave a decisive contribution to the birth of performances anticipating the cinema, such as the musical.

Docenti UniBg: Elena Mazzoleni (Principal Investigator), Anna Maria Testaverde

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Bergamo, Università degli studi di Firenze

Teaching and learning philosophy in the Regnum Italiae (1250-1450): from exception to European heritage (TeLPh)

Fra il 1250 e il 1450 la filosofia (philosophia) ha abbracciato un variegato insieme di discipline che includeva logica, fisica, etica e metafisica. Seguendo una narrazione storiografica che risale al primo Novecento, gli studiosi hanno teso a considerare Parigi e la sua università come l’origine esclusiva di tale cornice accademica. Questo approccio ha portato gli studiosi a non considerare il ruolo svolto da altre università europee, soprattutto quelle italiane come Bologna, che sono state considerate come una ‘eccezione’ o una ‘variante’ del modello parigino. Il progetto TeLPh ha come obiettivo quello di rimodellare questo racconto, facendo luce sulla multiforme rete culturale del ‘Regnum Italiae’. TeLPh ha tre principali obiettivi: 1) gettare nuova luce sulle università del centro e nord Italia come incroci culturali in cui filosofia, scienze, legge e medicina erano insegnate e studiate in connessione col contesto urbano dei comuni e degli studia degli ordini mendicanti; 2) analizzare come il sistema educativo in lingua latina di maestri e studenti si è incontrato e fuso con la letteratura vernacolare e con gli insegnamenti pratici delle scuole cittadine; 3) mettere in discussione alcuni assunti circa la storia della filosofia medievale e il nostro patrimonio culturale. Il progetto svilupperà un database open-access, ARTES (Archive and Repository of Texts and Statutes) riguardante maestri, opere, testi nomativi. TeLPh contribuirà alle infrastrutture di ricerca pan-europee per le Arti e le discipline Umanistiche (in particolare DARIAH), e riconsidererà la storia della filosofia medievale e della prima età moderna in termini di “scienza per i cittadini”.

Between 1250 and 1450, ‘philosophy’ (philosophia) embraced a diverse set of disciplines that included logic, physics, ethics, and metaphysics. Following a historiographical narrative rooted in the early 20th c. scholarship has commonly considered Paris and its university as the exclusive origin of such an academic framework. This approach led scholars to neglect the role played by other European universities especially the Italian universities such as Bologna, which have been considered as an 'exception' to or a 'variant' of the Parisian model. The TeLPh project aims to reshape the narrative shedding light on the multifaceted cultural network of the ‘Regnum Italiae’. TeLPh has three main goals: 1) to shed new light on northern and central Italian universities as cultural crossroads where philosophy, sciences, law, and medicine were taught and learned in connection with the urban context of the communes and the Mendicants’ studia; 2) to analyze how the Latin-speaking educational system of masters and students met and merged with the Vernacular literature and the practical teachings of the city lay schools; 3) to challenge central assumptions about the history of medieval philosophy and our cultural heritage. The Project will develop a comprehensive open-access database ARTES (Archive and Repository of Texts and Statutes) concerning masters, works, normative texts. TeLPh will contribute to the pan-European research infrastructure for the Arts and the Humanities (particularly DARIAH) and will reassess the history of medieval and early modern philosophy in terms of 'science for citizens'.

Docenti UniBg: Riccardo Saccenti (responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università di Roma “Tor Vergata” (PI), Università degli studi di Bergamo, Università di Bologna, Università degli studi di Udine, Università degli studi di Trento

Tracing American and foreign funds in Italian cinema (1945-1962) (TRAFFIC)

TRAFFIC studia la rilevanza dei capitali statunitensi nello scenario cinematografico italiano del secondo dopoguerra. Il progetto considera il periodo compreso tra il 1945 e il 1962, ovvero tra l’anno di riapertura delle filiali italiane delle major e l’anno in cui gli investimenti USA sono svincolati dai fondi speciali congelati. È un periodo costellato da accordi tra autorità e industrie cinematografiche dei due paesi. La ricerca studia per la prima volta le intese e la corrispondenza diplomatica e commerciale tra le parti coinvolte, interroga archivi industriali, governativi, politici e bancari per ricostruire i flussi di finanziamento e le forme d’impiego dei capitali nella produzione e nella distribuzione di pellicole italiane e statunitensi. Al contempo, vengono indagati gli effetti sui modelli industriali del cinema nazionale nonché sulle forme simboliche tanto del cinema italiano “d’interesse americano” quanto del cinema statunitense realizzato in compartecipazione con case italiane. Il progetto intende quindi comprendere quale sia stata l’entità dell’intervento produttivo statunitense nel cinema italiano del dopoguerra; quali effetti questo ha avuto sul piano economico-finanziario, nonché su quello dell’organizzazione e dei modelli di produzione; quali conseguenze questo ha comportato sul piano dei prodotti e dell’immaginario; quale modello industriale emerge attorno all’intervento statunitense. Sebbene l’importanza dell’intervento americano per la ripartenza del cinema italiano nel quadro della ricostruzione postbellica sia già stata riconosciuta, la dispersione e la difficile accessibilità delle fonti hanno finora scoraggiato una sistematica ricostruzione di queste relazioni e di questi processi, e dunque anche un’analisi completa delle loro conseguenze in chiave transnazionale. Il progetto si propone perciò di reperire, organizzare e mettere a disposizione degli studiosi il quadro completo delle informazioni relative all’intervento finanziario, produttivo e distributivo americano in Italia. Allo stesso tempo ha l’obiettivo di sviluppare, attraverso questo filtro, modelli più sofisticati di indagine dell’industria cinematografica in alcuni decenni nodali del Novecento. L’unità dell’Università degli studi di Bergamo ha come attività principale l’elaborazione di una tassonomia delle produzioni “di interesse americano”. Il suo lavoro si svolge su fonti che permettono di individuare i film realizzati, distribuiti e acquistati per lo sfruttamento all’estero con il concorso di società americane (ACS, BNL-SACC, trade press americana che si occupa di importazione). La ricostruzione di un inedito elenco esaustivo dei film è funzionale alla ricostruzione e all’analisi dei soggetti (società, professionisti, esponenti del mondo politico e della burocrazia statale) coinvolti nell'intervento americano in Italia. Al contempo, l’unità bergamasca studia gli aspetti testuali dei film così individuati, con particolare riferimento alla geografia del consumo e alla rappresentazione simbolica delle ambientazioni.

TRAFFIC aims to examine the significant role played by American capital in the Italian film industry during the post-war period. Focusing on the years between 1945 and 1962, the project investigates the reopening of American major studios' offices in Italy and the unlocking of US investments from special frozen funds. This era witnessed a series of agreements and exchanges between public authorities, trade associations, and film industry representatives from both countries. Through an analysis of industry, government, political, and banking documents, TRAFFIC aims to reconstruct the financial flows and utilization of American capital in the production and distribution of Italian and American films. Building upon this foundation, the project explores the effects of American financial intervention on the organizational models adopted by the Italian film industry. It also examines the symbolic forms present in Italian films influenced by American interests, as well as American productions made in collaboration with Italian companies. To achieve these objectives, the research project seeks to determine the extent of US production intervention in post-war Italian cinema, evaluate its economic and financial impact on organization and production models, analyze its influence on film content and storylines, and identify the industrial model that emerged as a result of the American intervention. While scholars have recognized the importance of US intervention in the revival of Italian cinema after World War II, the scarcity of accessible data sources and the limited utilization of a transnational perspective have hindered a comprehensive interpretation of these relations and processes. The TRAFFIC project seeks to address this gap by locating, organizing, and making available a comprehensive collection of information concerning the financial, production, and distribution interventions of the United States in Italy. Simultaneously, it aims to develop more sophisticated investigative approaches to studying the film industry during pivotal decades of the twentieth century. The unit at the University of Bergamo primarily engages in the development of a taxonomy for “American-interest” productions.Its work is carried out on sources (ACS, BNL-SACC, American import trade press) that enable the identification of filmsproduced, distributed and acquired for foreign exploitation with contributions from American companies. Creating a comprehensive list of films serves the purpose of reconstructing and analyzing the key players (companies, professionals, political figures, and state bureaucracy) involved in the American intervention in Italy. Concurrently, the Bergamo unit examines the textual aspects of these identified films, with a specific focus on the geography of consumption and the symbolic representation of settings.

Docenti UniBg: Giorgio Avezzù (responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università di Bologna (PI), Università telematica eCampus, Università degli studi di Bergamo

Women intellectuals in Greek society (WInGS)

Il progetto intende esplorare il ruolo delle intellettuali donne nella società greca. Introducendo questa nuova categoria interpretativa, WInGS ambisce a costruire una “storia intellettuale delle donne”, fondata sulle attività intellettuali femminili, indipendentemente da paradigmi maschili. WInGS intende così mettere in discussione la narrativa correntemente accreditata, che vede la società greca antica come essenzialmente maschilista e intenta a tarpare le ali alle donne, per impedire loro di rompere il soffitto di cristallo sotto cui si trovano, mostrando altresì come paradigmi culturali femminili diano forma alla tradizione di stampo platonico e accomunino poetesse, sacerdotesse e filosofe. Oltre agli strumenti tradizionali della filologia e della storia della filosofia, con particolare attenzione all’analisi linguistica, intertestuale e storico-sociologica, WInGS utilizza approcci metodologici innovativi, come quelli relativi alla “storia intellettuale delle donne” e all’intervisualità, che sono condivisi dai membri delle diverse unità nel loro approccio agli studi sulla classicità. Il progetto intende dare una risposta a tre domande cruciali: 1) Chi erano le intellettuali donne; 2) Qual era il contesto sociale e culturale in cui operavano; 3) A quale pubblico si rivolgevano. La risposta a queste domande offrirà nuovi strumenti per interpretare le opere delle poetesse e la storia della filosofia in senso anti-aristotelico, in cui le donne giocano un ruolo sorprendentemente essenziale. L’unità di Bergamo si concentrerà sulle figure delle poetesse di epoca arcaica e sul rapporto tra le voci di personaggi femminili fittizi e i modelli poetici a cui si ispirano. Grazie al risalto dato ad alcuni uomini illuminati e, soprattutto, a un gran numero di donne intellettuali che hanno messo le ali per prendere il volo, il progetto intende offrire un impatto positivo nel contesto del dibattito distruttivo di cui la società greca è spesso oggetto. La disseminazione a livello scientifico e popolare riflette la convinzione dei proponenti che esistano modalità costruttive di promuovere l’uguaglianza di genere nell’ambito delle materie classiche.

The project explores the role of women intellectuals in the Greek Society. By introducing this category, WInGS aims to launch a Greek “intellectual history of women” based on female intellectual activities, independent from male paradigms. WInGS challenges and qualifies the master narrative that depicts ancient Greece as a quintessentially chauvinist society, always intent on clipping women’s wings so as to keep them from breaking through all too visible ceilings. It does so by showing that female paradigms inform the Platonic tradition, something that, in turn, offers a vantage point to explore the social patterns shared by poetesses, priestesses and women philosophers. In addition to the traditional tools of classical philology and the history of philosophy, with a particular focus on linguistic analysis, intertextuality and historical sociology, WInGS relies on novel approaches such as what is currently referred to as the “intellectual history of women” as well as, in terms of potential scientific impact, intervisuality, a methodology that the unit-leaders are currently applying to Classics. Three main research questions are expected to bring about research advances: 1) Who were women intellectuals? 2) What was their social/family context? 3) What was their audience? Answering these questions will result in a fresh understanding of women poets as well as in a model of what may be called an anti-Aristotelian history of Greek philosophy, one in which women play a surprisingly influential role. Bergamo’s unity will focus on female poets of the archaic age, and on fictive literary voices, in their relationship with their poetic models. By bringing to the fore a few enlightened Greek men and, more importantly, a number of women intellectuals who successfully grew their own wings, the project ultimately aims to positively impact the largely destructive debate mentioned at the outset. Both scientific and popular dissemination reflect the proponent team’s unabashed conviction that there are constructive ways of promoting a commitment to both gender equality and Classics as a field.

Docenti UniBg: Cecilia Nobili (responsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Milano (PI), Università degli studi di Bergamo, Università di Bologna

Women, theatre, fascism

Obiettivo del progetto è comprendere come cambia la situazione delle donne di teatro in Italia sotto vent’anni di regime fascista, a partire dal campo dei progetti e tentativi di cambiamento del teatro di prosa. Particolarmente importanti sono gli anni Trenta, periodo di piena maturità del potere fascista e di smarrimento delle tradizionali forze teatrali. All’inizio degli anni Venti la situazione delle donne di teatro è diversa da quella della società circostante, per riconoscimento artistico e per possibilità lavorative. Comprendere quel che avviene dopo, durante il ventennio fascista, è importante in sé e apre prospettive per capire la situazione teatrale femminile nel dopo-fascismo, paradossalmente più limitata rispetto all’inizio del secolo. Fuori dal teatro essa muta profondamente, a partire dalle esclusioni delle donne (da carriere dirigenziali nel ’23, dall’insegnamento di particolari materie nel ’27), in modo più penetrante rispetto al modello nazista. La ricerca colma una lacuna e intende contribuire agli studi storici e di genere, procurando un ulteriore punto di vista allo studio del fascismo e della storia delle donne. Il progetto indaga: a) come la dittatura influisca sulle donne di teatro sia esplicitamente, attraverso nuove regole, sia sotterraneamente, nel modo in cui esse venivano coinvolte, raffigurate, discusse; b) quale sia la loro reazione. La ricerca riguarderà quindi tanto l’eventuale ruolo delle donne riguardo un comportamento innovativo nella direzione e gestione delle compagnie, il repertorio, l’organizzazione, la drammaturgia, quanto il ruolo loro assegnato (soggetti/oggetti di progetti di cambiamento e riforma; la considerazione di eventuali progetti femminili), il modo in cui vengono presentate. Esiti del progetto saranno: 1. mappa di pratiche femminili innovative; 2. analisi dello spazio dato o no alle donne nei progetti di cambiamento; 3. esplorazione del modo in cui l’attività femminile nel teatro viene presentata e giudicata (dalla critica, dagli artisti, dal regime) e del modo in cui le donne si adeguano o meno; 4. storie di donne durante una dittatura di lunga durata come il fascismo. L’unità di Bergamo si occuperà particolarmente di scrittura di e sulle donne (drammaturgia, biografie, memorialistica, rappresentazione di donne di teatro in romanzi e in drammi); redigerà storie di donne di teatro in tempi di dittatura.

The goal of this project is to understand how the circumstances of women of the theatre in Italy changed under twenty years of fascist regime, starting from the projects and attempts to generate radical change in prose theatre. The project focuses on the 1930s, the time of full maturity of fascist power, when traditional theatrical forces are self-evidently lost. At the beginning of the 1920s the situation of women in theatre is different from that of women in the society around them, given both their recognition as artists and ability to work. Understanding what happens later, during the fascist Ventennio, is also important in order to open perspectives on women’s conditions in theatre after fascism, which are paradoxically more limited than at the beginning of the century. Outside of the theatre, additionally, women’s conditions change deeply, beginning from the exclusions (from managerial careers since 1923 and from the teaching of certain subjects since 1927), and in a way that is more pervasive than what happens under Nazism. This project, then, fills a research gap, and offers a contribution to gender and historical studies as well, providing an additional viewpoint for the study of fascism and women’s history. The project investigates: a) how fascism influenced women of the theatre both directly, through new rules, and covertly, through the way they were involved, depicted, and discussed; b) what their reaction to this was. This research, therefore, will concern both the role women had in innovating direction and the managing of companies, repertoires, organisation, dramaturgy, and the role women were assigned in this, the consideration granted them, and the way which they were presented. Thus, it will look at the way in which women were subject/object of projects of change and reform, and the way in which any women’s projects are considered. The results of the project will be: 1. the charting of women’s innovative practices; 2. an analysis of the space given, and not given, to women in the projects that generated changes; 3. an exploration of the way in which women’s activity is presented and judged (by the critics, by artists, by the regime), and the ways in which women adapt, or fail to; 4. individual women’s histories during a dictatorship which lasted as long as fascism did. Bergamo Unit will work specifically on women’s writing and writing on women (dramaturgy, biographies, memoirs; representation of women of the theatre in novels and plays); compilation of histories of women of the theatre under fascism.

Docenti UniBgBernadette Majorana (respoinsabile di unità)

Sedi delle unità di ricerca: Università Roma Tre (PI), Università degli studi di Bergamo

 

Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale 2017
The local connectivity in an age of global intensification: infrastructural networks, production and trading areas in late-medieval Italy (1280-1500) (LOC-GLOB)

The project is aimed to deal with a main issue of the historiography: the topic of the modalities of integration of the regional economies in the late medieval Mediterranean. Shifting the focus from the big commercial junctions to the local connectivity, the project will investigate the building of the market network at the base of the late medieval Italian economy (1280-1500). The research will stress peripheral circuits and networks, regional connections, minor commercial ports and centers, charged of distributing the goods in local territories. The sample areas which the research focuses on are well bounded and manageable by the resources of the research units, but varied enough to give a picture of the Italian complexity: Liguria and Piedmont hinterland; Lombardy; the Venetian area; Sardinia. Matter of survey will be the trading relations of these areas with major world economies and local economic spaces (Genoa, Venice, Tuscany, the Catalan-Aragonese area, and Provence). The trading chain will thus be reconstructed in its whole, as well as the weight of local markets with respect to major distribution markets and possible forms of public and seigniorial control. Through the comparative and interdisciplinary study of the territories, the project will develop the following points of reflection: 1) The organisation of exchanges: connection between major and minor trade circuits, both in their overland and over-sea intersections; the relationship between production areas and commercial retailing areas; the organisation of markets and the modes of access thereto. 2) The doers of the production / markets connection. 3) The relationships between economic development, circulation of goods and expansion of trade and transport infrastructures (roads, harbours, warehouses, physical determination of market-places, etc.). 4) The weight of politics and the controlling mechanisms for the circulation of goods. These targets will be verified by key indicators (Trading goods: typology, circulation and value; quality and demand variations of domestic consumptions before and after plague; settlements and infrastructures connected to the production and circulation of goods; checking instruments of the circulation of goods; Specialisations in production and distribution; Forms of entrepreneurship and forms of credit access). The final target is the achievement of a dynamic and comprehensive image of the network that gives rise to a variable geography between areas of production and commercialisation (connections of peripheral trade circuits and consumer markets, sorting places, and in general the distribution of goods). Thus, focus will therefore be brought to local territories’ and minor centres’ capability to activate processes of economic integration, as well to develop, to condition and to orient networks in that key-phase of history, so full of changes, which takes place in an age of global intensification.

LOC-GLOB. La connettività locale in un’epoca di intensificazione globale: rete infrastrutturale, produzione e aree commerciali nel tardo medioevo

Il progetto affronta un tema centrale della storiografia, quello delle forme di integrazione economie regionali nel Mediterraneo tardomedievale. Allargando il campo di osservazione dai grandi snodi commerciali alla connettività locale, il progetto intende infatti indagare le modalità di costruzione e interazione della rete dei mercati che sostiene l’economia dell’Italia del tardo medioevo (1280-1500). Al centro dell’indagine saranno le connessioni tra i circuiti commerciali periferici, i raccordi regionali, le piazze di smistamento e gli snodi che organizzano la distribuzione delle merci su vasta scala. Le aree campione individuate sono a un tempo ben delimitate, gestibili con le forze delle unità di ricerca, ma sufficientemente rappresentative da esprimere la complessità del quadro italiano: la Liguria e l’entroterra piemontese; la Lombardia; l’area veneta; la Sardegna. Tali aree saranno indagate nella loro organizzazione produttiva e commerciale interna e nelle loro relazioni con gli spazi economici regionali e le grandi economie mondo (Genova, Venezia, la Toscana, l’area catalano-aragonese, il Mezzogiorno e la Provenza). Si ricostruirà così la filiera nel suo complesso e il peso del mercato locale in relazione alle maggiori piazze di distribuzione. Si verificheranno inoltre le relazioni fra aree di produzione e consumo locale delle merci e le eventuali forme di controllo pubblico e signorile. Attraverso lo studio comparativo e interdisciplinare dei territori, saranno sviluppati specifici punti di riflessione: 1) L’organizzazione degli scambi: le connessioni tra i circuiti commerciali maggiori e minori, sia nelle intersezioni terrestri sia marittime; il rapporto tra aree di produzione e commercializzazione; l’organizzazione e le modalità di accesso ai mercati. 2) Gli attori del raccordo tra produzione e mercati. 3) Le relazioni fra sviluppo economico, circolazione dei beni e potenziamento delle infrastrutture commerciali e di trasporto (strade, porti, depositi, definizione fisica delle piazze e dei luoghi di mercato, ecc.). 4) Il peso della politica e i meccanismi di controllo della circolazione dei beni. Tali problemi saranno verificati tramite precisi marcatori (tipologia, circolazione e valore delle merci, variazioni qualitative dei consumi interni e della domanda pre e post peste, insediamenti e infrastrutture collegati alla produzione e circolazione dei beni, strumenti di controllo della circolazione delle merci, specializzazioni produttive e distributive, forme imprenditoriali e forme di accesso al credito). L’obiettivo finale del progetto è di conseguire un’immagine dinamica e complessiva della rete, da cui emerga la geografia variabile delle aree di produzione e di commercializzazione. In tal modo sarà messa a fuoco la capacità dei territori e dei centri minori di attivare processi di integrazione economica e di sviluppare, condizionare e orientare reti in una fase storica chiave densa di trasformazioni

Docenti UniBg: Riccardo Rao (Principal Investigator), Paolo Buffo, Emanuela Casti, Renato Ferlinghetti, Alessandra Ghisalberti, Alessia Meneghin, Federico Zoni

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Sassari, Università degli studi di Torino, Università degli studi di Udine

Sito web

GIS di progetto

The Mark of the Mental (MOM)

The project aims to explore the venerable question of the mark of the mental, i.e., the question of what makes it the case that mental events, states, and properties are mental. In philosophy of mind, this question is not only fundamental, but also timely. For depending on how one addresses it, one may also answer the question of whether other biological species and mechanical devices are endowed with mentality, hence subjects of empathy and respect on the part of humans. Thus, the question will be approached not only theoretically, but also with respect to its likely applications, primarily in biorobotics. MOM’s aim is threefold: a) to question whether there is another chance for intentionality, i.e., the property of being about something or having content, to be the mark of the mental; b) to see if there is another chance for phenomenal consciousness, i.e., the property of something’s having a certain what-it-is-like or phenomenal character, to be such a mark; c) to discuss two aspects of the mark of the mental issue prominent in cognitive science, related to the cognitive unconscious and extended mind. MOM’s four units will explore such issues both separately and interconnectedly, by exploiting the overall competence of the units’ members on them. The Bergamo unit will mainly investigate aim c), with an eye as to the issue of how far unconscious processes can be taken to be mental, along with providing a general survey as to the underlying metaphysics of the mind involved in the three options as to the mark of the mental – intentional, conscious, cognitive.

Docenti UniBg: Alfredo Paternoster (responsabile di unità), Maddalena Bonelli, Andrea Bottani, Richard Davies, Fabrizio Calzavarini, Agostino Pinna Pintor

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Torino (PI), IUSS Pavia, Università degli studi di Bergamo, Università Vita-Salute San Raffaele

Sito web

Mecenatismo, lettere e arti, 1590-1620: Roma, Siena, Milano, Torino

Il progetto ha per tema il mecenatismo letterario-artistico del tardo Rinascimento italiano nella sua natura di fenomeno omogeneo. Ne è oggetto la letteratura celebrativa delle arti visive e i modi in cui principi, ecclesiastici, nobili, accademie e privati operarono nei rapporti con letterati e artisti secondo nuove forme di patrocinio e di autopromozione e attraverso il formarsi di un nuovo immaginario letterario-artistico. Al progetto si collega l'archivio digitale e database relazionale Arti sorelle (www.artisorelle.it) che contiene la produzione letteraria dedicata alle arti visive, performative e musicali in età moderna e mira a documentare l’eccezionale fortuna della letteratura (specialmente la poesia lirico-epigrammatica, ma anche la prosa) che affronta come tema generale le arti, comprese quelle cosiddette 'minori', tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento in Italia: periodo che corrisponde a uno dei momenti di maggiore espansione e intensità del genere. Gli argomenti dei testi vanno dall’ecfrasi di opere d’arte alla celebrazione di artisti, di collezioni e di mecenati, al paragone tra le arti, all’invenzione di opere fittizie, sino alla costruzione di ‘musei di carta’, raccolte poetiche in forma di vere e proprie gallerie.

Docenti UniBg: Clizia Carminati (responsabile di unità), Anna Maria Testaverde e Bernardoni membri

Sedi delle unità di ricerca: Università degli studi di Siena (PI), Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli studi di Bergamo

La pratica della scrittura come forza sociolinguistica dinamica. La nascita e lo sviluppo di comunità di discorso italiane tra la tarda Antichità e il Medioevo, e il loro impatto sulle lingue e sulle società

Il progetto si concentra sull’analisi di pratiche di scrittura di gruppi sociali con conoscenze professionali e culturali in comune tra la tarda Antichità e il Medioevo italiani. Le diverse unità di ricerca analizzano documenti non letterari di diversa natura prodotti da tali gruppi sociali, ad esempio testi legali e commerciali, lettere private. Queste tipologie di testi svolgono un ruolo chiave nell'esplorazione delle forze sociolinguistiche che "dal basso" hanno avuto un ruolo importante nella diacronia dello sviluppo linguistico che ha caratterizzato la storia della penisola italiana. La storia linguistica dell'Italia e della regione euromediterranea è stata per lo più (auto) rappresentata e ricostruita sulla base di eventi descritti nelle lingue dominanti, nelle tradizioni testuali "pubbliche" e in prodotti letterari "dall'alto". Ciò ha spesso portato a semplificazioni eccessive delle dinamiche molto più complesse tra le varietà linguistiche, i gruppi sociali che le parlavano e i territori in cui si svilupparono. Il progetto analizza in modo integrato pratiche di scrittura, caratteristiche linguistiche e tradizioni testuali di testi non letterari con l’obiettivo di comprendere gli scenari linguistici dell’epoca oggetto d’indagine e la relativa organizzazione dei gruppi socioculturali rilevanti.

I modelli teorici della comunità di pratica e della comunità di discorso, da tempo applicati all’analisi linguistica in contesti moderni, vengono utilizzati nel progetto per l’analisi di contesti socio-culturali italiani del passato. Il primo modello, la comunità di pratica, identifica un insieme di individui che si impegnano insieme verso uno sforzo comune e fanno affidamento ad un repertorio condiviso di stili e strumenti linguistici, oltre ad idee sul funzionamento della lingua. Tale repertorio include l'uso della lingua e le sue manifestazioni in testi non letterari, in termini di convenzioni ortografiche / testuali, termini tecnici, schemi grammaticali, formule fisse, sistemi di allocuzione- ovvero uno “shared commitment to discursive practices” (Watts 2009: 45). Il secondo modello, la comunità di discorso, invece, rappresenta un modello più adatto per esplorare le comunità del passato, trattandosi di una nozione puramente linguistica, fondata su generi testuali.

Gli obiettivi che il progetto si pone sono: 1) identificare fenomeni linguistici e testuali che sono espressione di dinamiche socioculturali in contesti storici rappresentativi; 2) verificare se, tali fenomeni, costituiscono prove affidabili per sostenere l'esistenza di comunità di pratica e/o di discorso nei contesti socio-storici considerati; 3) rivalutare criticamente l'impatto e il valore euristico dei moderni quadri comunitari nella sociolinguistica storica. L’analisi delle diverse tipologie testuali si basa su corpora di documentazione rappresentativa in latino e in alcune antiche varietà italo-romanze.

Unità di ricerca UniBg: Piera Molinelli (Principal Investigator), Pierluigi Cuzzolin, Maria Napoli (Università del Piemonte Orientale), Maria Degiovanni, Chiara Fedriani (Università degli studi di Genova), Chiara Ghezzi, Roberta Caddeo

Sedi delle unità di ricerca: Uviversità degli studi di Bergamo, Università degli studi di Cagliari, Università degli studi "G. D'Annunzio"  Chieti-Pescara, Università degli studi di Napoli "Federico II"

 

Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale 2015
Death, dying and disposal in italy. Attitudes, behaviours, beliefs, rituals

The project aims to fill a wide gap in Italian sociological research by studying death and dying in Italy. It intends to gather for the first time – in a systematic manner comparable with other countries – information and knowledge about the beliefs, attitudes and behaviours of Italians in regard to death and dying. To this end, the research will pursue four objectives. First studied will be dying. From the point of view of the dying person, analysis will be made of the places and organizational contexts in which the last phase of life is spent; from the point of view of the survivors, study will centre on when and with what frequency death is present in the experiences of Italians, how they cope with it, who takes care of the dying person, and who surrounds him/her. End-of-life farewell constitutes the second thematic area; analysed in this part will be funeral rites and ceremonies, the actors involved, including survivors and the funeral industry, the disposal of bodies after death, and burials. The third objective is to study loss, mourning, forms of communication and the construction of postmortem bonds with the deceased, the management of memory, its spaces and times. Finally analysed will be beliefs relative to death, the final stages of life, and the afterlife. The research design will take account of four dimensions of analysis crucial for describing and understanding variations in experiences related to dying and death across different social groups and in different contexts. The dimensions identified and described in detail in the project proposal are the following: the territorial dimension, meaning both the region and the demographic size of cities; the position within the social stratification system, its levels of class and rank; gender; the generation of membership. The research will be conducted using several methodological tools. First, a sample survey will be conducted using the CAPI method on a representative national sample of a size sufficient to ensure that bi- and multivariate analyses are possible. Second, in-depth interviews will be carried out in order to reconstruct experiences of mourning. These experiences will be collected within families conceived as survey units, so that the members of each family will be interviewed in order to maximize generational and gender variety. These two main sources will be flanked by interviews with key informants, analysis of secondary sources (statistical surveys, administrative sources), reconstructions of historical series of specific indicators, archival research, brief ethnographic surveys conducted in ceremonial settings (such as funerals and cemeteries) and professional domains (funeral undertakers, cultural analysis of media products that deal with death and dying).

Referente UniBg: Marco Marzano

Unità di ricerca: Università degli studi di Bologna, Università degli studi di Bergamo, Università degli studi di Napoli "Federico II", Università degli studi di Torino, Università degli studi di Urbino "Carlo Bo", Università degli studi di Milano

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Galileo's science and myth in Europe between 17th and 19th centuries

The present project aims at investigating Galileo’s influence in different European contexts between XVI and XIX centuries. This involves the study of Galileo’s contribution to the birth of modern astronomy and physics, as well as a focused analysis of the birth and development of the myth of Galileo, as a symbol of the freedom of scientific research and of its autonomy with respect to political and religious power. This wide field of research is still largely unexplored. Hence, the diffusion of the science and myth of Galileo in its many cultural and political aspects cannot be fully investigated in a three years project. Nevertheless, we intend to study a number of relevant episodes in this story and establish the ground for further research. To this end we will focus on some crucial points, which will be the object of investigation by different research units: 1) The reception of Galilean science and mathematics in XVII-XVIIIth century England and Scotland, with particular regard to Newton and the Royal Society (University of Bergamo); 2) The Galilean legacy in Germany (XVII-XIXth Centuries): mechanics and natural philosophy before and after Leibniz (University of Roma Tre); 3) The image of Galileo in the Accademia dei Lincei: 1611-1870 (University of Cagliari); 4) Galileo and Galilean science in the Jesuit teaching and culture between XVII and XIX century (University of Catania); 5) The Encyclopédie and the myth of Galileo in the liberal and revolutionary culture between France and Italy (University of Siena).

In order to explore the impact of his scientific works and the shaping of Galileo as icon of free thought, the project will cover a number of different disciplines, including history of science, history of ideas, history of printing, history of political ideologies. The project will explore diverse types of documents: printed works, periodicals, textbooks, political pamphlets, correspondences and manuscripts. These will be analysed and the data collected will be processed to create an open access digital archive offering scholars and educational institutions direct and easy access to relevant sources. The project will benefit from the collaboration with the Institute and Museum of the History of Science in Florence (Museo Galileo), a leading institution in international Galilean studies directed by Paolo Galluzzi. This Institute will bring decisive added value thanks also to its experience in web planning and management of digital libraries. The digital platform hosting the archive of material documenting the scientist's image and impact will remain a permanent online resource after the end of the project, maintained with joint support from University of Siena and the Museo Galileo. The results of this research project will be published in the international journal Galilaeana.

Referente UniBg: Franco Salvatore Giudice

Unità di ricerca: Università degli studi di Siena, Università degli studi di Cagliari, Università degli studi di Bergamo, Università degli studi Roma Tre, Università degli studi di Catania

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Repertorio epistolare del Cinquecento. Teorie, lingua, pratiche di un genere (Bibbiena, Della Casa, Bernardo e Torquato Tasso, Marino)

Il progetto si prefigge lo studio della tradizione epistolare cinquecentesca. Un patrimonio testuale e documentario prezioso che è insieme una chiave di penetrazione privilegiata della stagione rinascimentale e un’eredità per l’Europa del Sei e del Settecento. La ricerca affronta il tema in una chiave unitaria attraverso l’analisi ravvicinata e congiunta dei due versanti sui quali si è svolto – la scrittura e la teorizzazione –, indagati finora per vie indipendenti. Per il primo versante mira a rendere fruibili i corpora epistolari di alcune grandi figure, a tutt’oggi inediti o editi in modo parziale o insoddisfacente (Bibbiena, Della Casa, i due Tasso, Marino); per il secondo si propone di seguire l’evoluzione della riflessione sulla ‘forma lettera’ dalla stagione dei “formulari” a quella delle trattazioni sui segretari, che è giunta attraverso un lungo e fitto lavorio alla definizione di modelli autorevoli, a fronte di una produzione e un consumo di prodotti epistolari che non ha analoghi nelle stagioni precedenti. I partecipanti al progetto, forti di pubblicazioni sull’epistolografia e sugli autori interessati, hanno ideato e sperimentato dal 2011 e utilizzeranno per la schedatura la piattaforma Archilet, dedicata alla ricostruzione delle reti epistolari dal XVI al XVIII secolo.Anche in relazione e sinergia con analoghi progetti europei; si procederà anche all’edizione integrale di alcuni nuclei significativi delle corrispondenze schedate, particolarmente ricchi per l’informazione letteraria e/o storica, in grado di contribuire incisivamente al progesso delle conoscenze disciplinari. Obiettivi del progetto sono: a) sanare mancanze editoriali non più tollerabili con una rigorosa attività filologica che impegni anche giovani in formazione; b) recuperare uno dei momenti forti del dibattito culturale e civile della stagione fondativa della modernità italiana, c) restituire allo studioso (dei fatti storici, sociali, religiosi, artistici..., oltre che letterari e linguistici) uno strumento, la lettera, meno neutro e piattamente referenziale di quanto non sia apparso finora, d) muovere un passo decisivo verso la ricostruzione di un processo – il dialogo dei dotti e quello tra i dotti e la società – nel quale riconosciamo uno dei fondamenti della stessa modernità occidentale, in consonanza con gli obiettivi di Horizon 2020 (work programme “Europe in a changing world - Inclusive, innovative and reflective societies” relativo al biennio 2016-2017, con particolare riguardo al capitolo 6.3.1: “European heritage: memory, identity”).

Referente UniBg: Clizia Carminati

Unità di ricerca: Università degli studi della Tuscia, Università degli studi di Milano, Università degli studi della Siena, Sapienza Università di Roma, Università degli studi di Bergamo, Scuola Normale Superiore di Pisa, Università degli studi di Padova

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Progetti internazionali
Recognition of good VET practices for refugees (RecoVET)

Il Progetto "Recognition of Good VET practices for refugees” si basa sul precedente progetto “Indicators of Good VET practice for refuges” (GoodVET), finanziato dal programma Erasmus+. In tale progetto le esperienze pratiche degli operatori che si occupano dell’integrazione dei rifugiati sono state aggregate a indicatori di qualità creati ad hoc. I risultati sono confluiti in un manuale, una raccolta di best practices e una piattaforma online di analisi e di autovalutazione dedicata alle istituzioni che si occupano di formazione professionale per rifugiati.

L’attuale progetto mira a completare tale processo fornendo ai valutatori esterni strumenti specifici per poter valutare la qualità dei programmi di formazione professionale dedicati ai rifugiati, sulla base dei risultati del precedente progetto GoodVET. Il concetto di “qualità” verrà declinato in tre differenti prodotti: in primo luogo, un corso di formazione online dedicato ai valutatori per prepararli alle specificità del lavoro con i rifugiati. Poi, un manuale supplementare sul riconoscimento della qualità dei programmi di formazione professionale, con una letteratura per lo strumento online. Infine, un toolbox pratico per l’implementazione delle azioni di riconoscimento e valutazione. Tutti e tre gli strumenti saranno testati e migliorati dai professionisti del settore coinvolti nel progetto, così da garantirne la qualità e l’efficacia. La rilevanza dell’aspetto pratico sarà garantita dallo scambio continuo con i partner associati al progetto.

Il progetto sarà implementato da un team composto da Italia, Spagna, Austria e Germania e avrà una durata di due anni e mezzo. La maggioranza dei partner ha già collaborato nel precedente progetto “GoodVET”. Inoltre, la scelta del partenariato riflette le diverse esperienze di integrazione europee, coinvolgendo paesi destinazione delle principali rotte migratorie. I risultati del progetto saranno pubblicati a livello europeo in inglese e, a livello nazionale, nelle quattro lingue dei partner più il danese. Essi saranno inoltre trasferibili negli altri paesi europei.

Allo stato attuale, il concetto generale di riconoscimento della qualità delle istituzioni educative non è adatto a valutare e definire la specificità dell’approccio all’integrazione dei rifugiati attraverso la formazione professionale. In tal senso, gli outcome del progetto sono innovativi in quanto permetteranno agli enti che valutano la qualità dei programmi educativi di focalizzarsi sulle sfide specifiche dell’integrazione dei rifugiati.

La valutazione e il riconoscimento esterno dell’integrazione tramite la formazione professionale può rendere la qualità specifica delle misure tangibile sia per i rifugiati sia per i futuri datori di lavoro. Oltre alla maggiore partecipazione dei rifugiati nella formazione professionale, tale processo porterà anche ad una maggiore integrazione sociale e a un più facile accesso al mondo del lavoro.

Responsabile UniBg: Michele Brunelli

Sito webhttps://recovet.uni-koeln.de/en/

Progetti nazionali
Le radici di una identità. Temi, strumenti e itinerari per la (ri)scoperta del mandamento di Sondrio tra preistoria e medioevo

Referente UniBg: Riccardo Rao

Bando Emblematici Maggiori 2017
Fondazione Cariplo

Conto terzi

I consumi audiovisivi sulla piattaforma video-on-demand Mediaset Infinity
Referente: prof. Adriano D'Aloia

Analisi del sistema di raccomandazione di Mediaset Infinity
Referente: prof. Adriano D'Aloia

Assegni di ricerca
In corso

La valorizzazione di archivi testuali digitali: cultura materiale e multilinguismo come elementi di identità culturale in diacronia
Beneficiario: dott.ssa Roberta Caddeo
Responsabile: prof.ssa Piera Molinelli
Durata: 18 mesi (scadenza 31.07.2025)

Popolarizzazione della politica, fandom e celebrity leadership nelle società contemporanee
Beneficiario: dott. Giovanni Daniele Starita
Responsabile: prof.ssa Donatella Campus
Durata: 12 mesi (scadenza 31.01.2025)

L’emergere dell’egemonia romana nel Mediterraneo (III-II sec. a.C.) nella prospettiva degli autori della letteratura latina contemporanea
Beneficiario: dott.ssa Daniela Maria Galli
Responsabile: prof.ssa Lucia Degiovanni
Durata: 12 mesi (scadenza 31.01.2025)

Indagini filologico-linguistico-letterarie sui manoscritti dell’antica vulgata della Commedia di Dante (progetto Prin LiMINA - Lost in Manuscripts. Ideas, Notes, Acknowledgments)
Beneficiario: dott.ssa Alessandra Forte
Responsabile: prof. Luca Lombardo
Durata: 12 mesi (scadenza 31.01.2025)

La mereologia degli oggetti ordinari
Beneficiario: dott.ssa Cristina Nencha
Responsabile: prof. Andrea Clemente Maria Bottani
Durata: 36 mesi (scadenza 31.12.2025)

La chair du poeme: materialità, immaginario ed estetica della poesia visiva tra Francia e Italia nel Secondo Novecento
Beneficiario: dott.ssa Maria Elena Minuto
Responsabile: prof.ssa Franca Franchi
Durata: 12 mesi (scadenza 07.01.2025)

Le celebrità in politica, genere e strategie di intimizzazione
Beneficiario: dott. Enrico Ubiali
Responsabile: prof.ssa Donatella Campus
Durata: 36 mesi (scadenza 11.06.2026)

Crisi della presenza e catastrofi sociali: un'analisi comparata
Beneficiario: dott. Federico De Stavola
Responsabile: prof. Marco Marzano
Durata: 36 mesi (scadenza 31.07.2025)

Rifare la filosofia: il progetto di riforma del sapere della prima Accademia dei Lincei (1603-1630)
Beneficiaria: dott. Valentina Leone
Responsabile: prof. Oreste Trabucco
Durata: 36 mesi (scadenza 30.06.2025)

Aldo Buzzi. Letteratura e immagine
Beneficiario: dott. Gabriele Gimmelli
Responsabile: prof. Marco Belpoliti
Durata: 36 mesi (scadenza 31.05.2025)

Le origini della cosmologia
Beneficiario: dott. Tiziano Ottobrini
Responsabile: prof. Enrico Giannetto
Durata: 36 mesi (scadenza 30.09.2024)

Scambi interculturali e interlinguistici nell’età moderna (XVI-XVII sec.): carteggi e relazioni di viaggio
Beneficiaria: dott.ssa Elisabetta Olivadese
Responsabile: prof.ssa Clizia Carminati
Durata: 12 mesi (scadenza 30.06.2024)

Il reclutamento dei partecipanti per la ricerca sociale innovativa
Beneficiaria: dott.ssa Elisa Virgili
Responsabile: prof.ssa Micol Pizzolati
Durata: 12 mesi (scadenza 31.03.2024)

La filiera dello scarto: economia circolare, produzioni e commerci nell’Italia centro-settentrionale nei secc. XIII-XV
Beneficiaria: dott.ssa Alessia Meneghin
Responsabile: prof. Riccardo Rao
Durata: 24 mesi (scadenza 31.01.2024)

I fenomeni di protesta popolare nella Regione del Kurdistan iracheno: tra elementi di radicalizzazione e rafforzamento istituzionale
Beneficiario: dott. Giovanni Maria Mascaretti
Responsabile: prof. Michele Brunelli
Durata: 12 mesi (scadenza 31.08.2024)

Conclusi

Scritture femminili nella definizione di comunità pratica: caratteristiche pragmatiche, semantiche e testuali in lettere inedite di monache cremonesi (XV secolo)
Beneficiaria: dott.ssa Roberta Caddeo
Responsabile: prof.ssa Piera Molinelli
Durata: 12 mesi (scadenza 31.01.2024)

Progettazione di algoritmi efficienti per l’analisi di reti temporali
Beneficiario: dott. Mohammad Mehdi Hosseinzadeh
Responsabile: prof. Riccardo Dondi
Durata: 36 mesi (scadenza 31.10.2023)

Mecenatismo, lettere e arti nella Roma degli Aldobrandini
Beneficiaria: dott.ssa Elisabetta Olivadese
Responsabile: prof.ssa Clizia Carminati
Durata: 12 mesi (scadenza 30.06.2023)

MULIERUM GRAECARUM QUAE ORATIONE PROSA USAE SUNT FRAGMENTA ET ELOGIA GRAECE ET LATINE di Johann Christian Wolf: studio di una raccolta fino ad oggi ignorata per un canone della filosofia antica inclusivo
Beneficiaria: Manuela Migliorati
Responsabile: prof.ssa Maddalena Bonelli
Durata: 12 mesi (scadenza 30.06.2023)

La ricezione della scienza europea nelle colonie spagnole sudamericane nel Settecento
Beneficiario: dott. Sebastian Molina Betancur
Responsabile: prof. Franco Salvatore Giudice
Durata: 12 mesi (scadenza 30.04.2023)
Responsabile: prof. Franco Salvatore GIudice / prof. Oreste Trabucco
Durata: 36 mesi (scadenza 31.04.2022)

L’ontologia della mente. Sostanze, processi, strutture
Responsabile: prof. Andrea Clemente Maria Bottani
Beneficiario: dott. Andrea Pace Giannota
Durata: 12 mesi (scadenza 31.03.2023)

The Mark of the Mental (MOM)
Beneficiaria: dott.ssa Giulia Mingucci
Responsabile: prof.ssa Maddalena Bonelli
Durata: 12 mesi (scadenza 28.02.2023)

Un'archeologia dei castelli alpini: Orobie, Valle d'Aosta, Vaud e Trentino a confronto
Beneficiario: dott. Federico Zoni
Responsabile: prof. Riccardo Rao
Durata: 24 mesi (scadenza 31.12.2022)

Figure dell’artista: l’immagine dell’artista nelle forme della scrittura letteraria
Beneficiario: dott. Giacomo Raccis
Responsabile: prof. Nunzia Palmieri
Durata: 12 mesi (scadenza 31.10.2022)

Immagini del terrore. L’immaginario visuale nel medio-Oriente jihadista
Beneficiario: dott. Giuseppe Previtali
Responsabile: prof.ssa Barbara Grespi / prof.ssa Federica Sossi
Durata: 36 mesi (scadenza 31.10.2022)

I processi di radicalizzazione e le politiche di de-radicalizzazione ed inclusione sociale. Un caso di studio sulla situazione balcanica
Beneficiaria: dott.ssa Seila Muhic
Responsabile: prof. Michele Brunelli
Durata: 12 mesi (scadenza 31.07.2022)
Durata: 12 mesi (scadenza 31.07.2021)
Durata: 12 mesi (scadenza 31.07.2020)

Il marchio del mentale e i modelli di spiegazione nelle scienze della mente
Beneficiario: dott. Fabrizio Calzavarini
Responsabile: prof. Alfredo Paternoster
Durata: 24 mesi (scadenza 31.07.2022)

Edizione e schedatura di fonti daziarie per lo studio dei commerci bassomedievali nell’Italia settentrionale
Beneficiaria: dott. Fabrizio Calzavarini
Responsabile: prof. Riccardo Rao
Durata: 12 mesi (scadenza 31.01.2022)

La GIS visualization nella valorizzazione del paesaggio storico
Beneficiario: dott. Giovanni Svevo
Responsabile: prof. Riccardo Rao
Durata: 12 mesi (scadenza 30.06.2021)

La distinzione disposizionale/categorico in metafisica delle proprietà
Beneficiario: dott. Lorenzo Azzano
Responsabile: prof. Andrea Clemente Maria Bottani
Durata: 12 mesi (scadenza 28.02.2021)

Il marchio del mentale e l’ontologia delle scienze cognitive
Beneficiario: dott. Agostino Pinna Pintor
Responsabile: prof. Alfredo Paternoster
Durata: 12 mesi (scadenza 28.02.2021)

La sfida dei concetti astratti:il ruolo della causalità
Beneficiario: dott. Fabrizio Calzavarini
Responsabile: prof. Alfredo Paternoster
Durata: 24 mesi (scadenza 31.01.2021)

Il ritratto dell’artista nella narrativa italiana contemporanea
Beneficiario: dott. Giacomo Raccis
Responsabile: prof.ssa Nunzia Palmieri
Durata: 12 mesi (scadenza 31.07.2020)

Percepire strutture sonore: per una metafisica generale degli oggetti uditivi
Beneficiario: dott. Vincenzo Santarcangelo
Responsabile: prof. Richard Davies
Durata: 12 mesi (scadenza 30.06.2020)

La “supermarket revolution” e la produzione agricola in Italia: private standards e nuove rappresentazioni del cibo
Beneficiaria: dott.ssa Martina Lo Cascio
Responsabile: prof. Domenico Perrotta
Durata: 24 mesi (scadenza 30.06.2020)

Approcci algoritmici innovativi per la scomposizione di reti
Beneficiario: dott. Hosseinzadeh Mohammad Mehdi
Responsabile: prof. Riccardo Dondi
Durata: 24 mesi (scadenza 31.05.2020)

Abitati di Contrada e vie di collegamento: progetti di attivazione comunitaria e sperimentazioni per guardare a un futuro possibile in Valtellina
Beneficiaria: dott.ssa Elena Musolino
Responsabile: prof. Alberto Brugnoli / prof. Riccardo Rao
Durata: 12 mesi (scadenza 30.04.2020)

L’evoluzione del sistema di cortesia in italiano: il ruolo del contatto con lo spagnolo
Beneficiaria: dott.ssa Chiara Ghezzi
Responsabile: prof.ssa Piera Molinelli
Durata: 24 mesi (scadenza 31.01.2020)

Una Nuova Roma a Isfahān. Il viaggio in Oriente e l’intento diplomatico culturale di Pietro Della Valle, visto con gli occhi della società irano-persiana
Beneficiaria: dott.ssa Rachele Laura Galeotti
Responsabile: prof. Michele Brunelli
Durata: 24 mesi (scadenza 31.10.2019)

Mediterraneo orientale e Italia transpadana. Interazioni sociali, economiche e culturali (secc. II-VII)
Beneficiaria: dott.ssa Elena Gritti
Responsabile: prof. Paolo Cesaretti
Durata: 24 mesi (scadenza 30.09.2019)

La morte e il morire in Italia: atteggiamenti, comportamenti, credenze rituali
Beneficiaria: dott.ssa Sonia Pozzi
Responsabile: prof. Marco Marzano
Durata: 12 mesi (scadenza 31.03.2019)
Durata: 12 mesi (scadenza 31.03.2020)

Bergamo: città murata e città diffusa, nell'ambito del progetto "Giacomo Manzù in dialogo con gli scrittori italiani del Novecento"
Beneficiario: dott. Giacomo Raccis
Responsabile: prof. Elio Grazioli
Durata: 12 mesi (scadenza 28.02.2019)

Ripensare l’asilo. Percezioni di spazi e soggettività tra le due sponde del Mediterraneo
Beneficiaria: dott.ssa Alessandra Sciurba
Responsabile: prof.ssa Federica Sossi
Durata: 12 mesi (scadenza 31.03.2018)