Gruppi di ricerca

Arts and Humanities

Il Gruppo di ricerca Arts and Humanities  si pone in assoluta continuità con il Centro di ricerca di Ateneo Arti Visive (CAV) dell’Università degli studi di Bergamo, fondato nel 2005 dal Rettore Professor Emerito Alberto Castoldi e disattivato unitamente al suo sito a far data dal  1 gennaio 2021.

  • Componenti del gruppo UniBg: Dipartimento di LFC: Marco Belpoliti, Giovanni Bottiroli, Franca Franchi, Adriano D’Aloia, Stefano Ghislotti, Gabriele Gimmelli, Elio Grazioli, Elena Mazzoleni, Francesca Pagani, Nunzia Palmieri, Gianluca Poldi, Giacomo Raccis (Dottore di ricerca, assegnista e collaboratore alla ricerca), Riccardo Rao, Anna Maria Testaverde, Amelia G. Valtolina, Giovanni C. F. Villa, Sara Volpi (Dottoranda e collaboratrice alla ricerca); Andrea Zucchinali (Dottore di ricerca e collaboratore alla ricerca). Dipartimento di LLCS: Michela Gardini, Valeria Gennero, Maria Chiara Pesenti, Alessandra Violi. Dipartimento di IGIP: Daniele Regazzoni. Dipartimento di SE: Stefano Lucarelli. Dipartimento di SUS: Pietro Barbetta.
  • Comitato scientifico: Marco Belpoliti, Franca Franchi, Adriano D’Aloia, Elio Grazioli, Nunzia Palmieri, Anna Maria Testaverde.
  • Coordinamento: Franca Franchi.

Il gruppo di ricerca “Arts and Humanities”, a partire dalle teorie e dalle analisi dei procedimenti artistici e letterari, si occupa delle varie declinazioni del testo: dallo studio dei soggetti iconografici e iconologici alle tematiche dell’immaginario sul versante antropologico; dalla tecnica di realizzazione delle immagini e delle opere d’arte ai problemi inerenti alla loro conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Il gruppo si impegna a mantenere vivi i rapporti, già consolidati come CAV di Ateneo, con le istituzioni e gli enti di Bergamo città e del suo territorio (in particolare: Accademia Carrara, GAMeC, Fondazione Adriano Bernareggi, Biblioteca Civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Comune di Dalmine etc.). Relativamente ai rapporti con le Università e i Centri di ricerca, nazionali, internazionali, UE ed extra UE, si rimanda a PUBBLICAZIONI e PROGETTI DI RICERCA IN CORSO che stabiliscono accordi con studiosi e gruppi di ricerca afferenti a QS World University top ranking nell’ambito “Arts and Humanities”. A partire da un approccio interdisciplinare, fondato in primis sull’intreccio tra arti visuali e produzione letteraria, le attività del gruppo si articolano come segue.

PUBBLICAZIONI

La rivista elettronica open access «Elephant&Castle. Laboratorio dell’immaginario» è indicizzata dall'Anvur in classe A per tutta l'area CUN 10.

Fondata nel 2004, la rivista elettronica open access prevede — salvo eventuali numeri speciali — il lancio di due call for papers trilingue e/o quadrilingue (maggio e dicembre) e un'uscita semestrale (giugno e dicembre). Per contatti: elephantandcastle@unibg.it

Per il 2022

  •  «Elephant&Castle. Laboratorio dell’immaginario», Animali d'artista nel XX e XXI secolo fra figurazione, astrazione e ibridazione / Animaux d'artiste aux XXe et XXIe siècles entre figuration, abstraction et hybridation / Artist's animals in the 20th and 21st centuries between figuration, abstraction and hybridization, n° 27, a cura di Elio Grazioli (Università degli studi di Bergamo) e Maria Elena Minuto (Université de Liège et Université catholique de Louvain).
  •  «Elephant&Castle. Laboratorio dell’immaginario», Visual Ecologies. Immersive Media, Environment, Sustainability / Écologies visuelles. Médias immersifs, environnement, soutenabilité, n° 28 , a cura di Adriano D’Aloia (Università degli studi di Bergamo) e Jacopo Rasmi (Université Jean Monnet – Saint Etienne).
  • Cahiers de littérature française

La rivista « Cahiers de littérature française » è indicizzata dall'Anvur in classe A per tutta l'area CUN 10, ad eccezione del settore 10/D1 Storia antica.

Fondata nel 2005 in collaborazione con Sorbonne Université, la rivista cartacea Cahiers de littérature française, prevede un'uscita annuale a dicembre — e eventuali numeri speciali — presso la casa editrice sorboniana Classiques Garnier. Per contatti: revue.cahiers@unibg.it

Per il 2022

  • Cahiers de littérature française – « Littérature et Religion », n° 21, sous la direction de Michela Gardini (Università degli studi di Bergamo) et de Fabienne Bercegol (Université Toulouse - Jean-Jaurès).

Fondata nel 2014 la collana di ricerca prevede un'uscita annuale presso la casa editrice Quodlibet di Macerata.

Per il 2022

    Franca Franchi – Francesca Pagani, Il giardino come macchina delle emozioni. Dall'antichità alla sostenibilità contemporanea

 

PROGETTI DI RICERCA IN CORSO

Per il 2022

In considerazione dell’approssimarsi del centenario del Surrealismo, il gruppo di ricerca “Arts and Humanities” intende focalizzare le sue attività intorno al progetto triennale di cui al punto 1. Quest’ultimo, in sintonia con la specificità e potenzialità del “Fondo Mario De Micheli”, consente di prevedere lo sviluppo di un’attività di ricerca, di formazione e di terza missione (public engagement) in sinergia con quanto previsto dalla costituenda Commissione tecnico-scientifica incaricata della gestione del fondo.

1. 1924–2024: il Surrealismo attraverso le sue riviste

Progetto di ricerca triennale (01/07/2020 - 01/09/2023) plurisciplinare 1924–2024: il Surrealismo attraverso le sue riviste lega UniBg alle sedi francesi Sorbonne Université e Université de Tours. Il progetto di ricerca, in previsione della ricorrenza del centenario del Manifeste du Surréalisme (pubblicato da André Breton nell’autunno del 1924), si propone una rivisitazione delle varie componenti di carattere specificamente culturale (artistico, letterario, teatrale, fotografico e cinematografico, ma anche filosofico-politico e ideologico) che hanno contribuito a determinare uno specifico “spazio” della creatività occupato dall’esperienza surrealista. Si tratta di un’esperienza che è stata percepita come particolarmente problematica e inquietante proprio per la ricchezza degli apporti che ha saputo catalizzare, e che ha determinato le reazioni più diverse: dall’adesione entusiastica e acritica alle polemiche più aspre fino alla condanna e al rifiuto, anche in termini politici.

Il progetto propone il tentativo di rileggere la parabola del movimento attraverso lo studio specifico delle riviste animate dai suoi componenti, vale a dire i prodotti collettivi che più efficacemente ne hanno rivelato la complessità interdisciplinare e la forza teorica, ma anche le contraddizioni e i conflitti interni. La centralità delle riviste, nell’economia complessiva del movimento, d’altronde, era stata già rilevata con la consueta forza anticipatrice da Walter Benjamin, che proprio a partire dalla manipolazione di questo materiale elabora, nel 1929, il suo studio matriciale “Der Surrealismus. Die letzte Momentaufnahme der europäischen Intelligenz” (“Il Surrealismo. L’ultima istantanea sugli intellettuali europei”, cfr. Gershom Scholem, Walter Benjamin. Histoire d’une amitié, 1981). Oltre alle riviste “ufficiali” del movimento (La Révolution surréaliste, edita tra il 1924 e il 1929, e Le Surréalisme au service de la Révolution, 1930-1933), saranno prese in considerazione le esperienze editoriali animate dal gruppo dei surrealisti “dissidenti” (tra cui spiccano Robert Desnos, Michel Leiris, André Masson), riunitisi intorno alla carismatica figura di Georges Bataille, come Documents (1929-1930) e Acéphale (1936-1939). La rivista edita da Albert Skira tra il 1933 e il 1939, Minotaure, nasce da una parziale ricomposizione delle fratture interne al movimento, analogamente a Contre-attaque (1935-1936), mentre VVV (1942-1944), fondata dai surrealisti rifugiatisi negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale, rappresenta un fondamentale momento di analisi dello “stato di salute” del movimento, a vent’anni dalla sua nascita. Alcuni testi fondamentali pubblicati sulla rivista, come “Prolégomènes à un troisième manifeste du Surréalisme ou non”, o “Situation du surréalisme entre les deux guerres”, testimoniano del momento di autoanalisi del Surrealismo. Con un analogo obiettivo, nel 1950, l’Alamanach surréaliste du démi-siècle fornisce un “Panorama du démi-siècle”, un bilancio del movimento al giro di boa del secolo, in seguito alla seconda Exposition Internationale du Surréalisme (1947) e a tentativi di sperimentazione più radicali come l’Encyclopédie Da Costa, nata sotto l’egida di Marcel Duchamp e Robert Lebel (1947) e presto dimenticata, come testimonia l’assoluta assenza di studi dedicati. Il Surrealismo poi ha avuto una larga diffusione internazionale che ha determinato la nascita di cenacoli in tutte le situazioni nazionali europee, ognuna delle quali ha prodotto almeno una rivista propria e al tempo stesso collegata alle altre in un circuito di scambio e di rapporti oggi sempre più interessante da studiare. Basti citare riviste belghe come Variétés (di recente pubblicazione lo studio collettivo, diretto da Sam Stourdzé e Ronny Gobyn, Variétés: Avant-garde, surréalisme et la photographie 1928-1930, 2019) o quelle del folto gruppo praghese o l’esperimento dell’inglese Mass Observation. L’analisi di alcune esperienze più tarde e molto meno note – su tutte l’ultima rivista diretta da Breton, La Brèche (1961-1967), anch’essa mai divenuta oggetto di uno studio critico – permetterà infine di approfondire le dinamiche interne al Surrealismo nella sua parabola discendente, e insieme il suo legato alla contemporaneità: in quest’ottica saranno rivalutate alcune esperienze artistico-letterarie, anche e soprattutto di autrici-artiste, parzialmente o totalmente trascurate dalla critica recente: per esempio Laure, Joyce Mansour, Sibylle Ruppert, Toyen. Il progetto di ricerca si integra con la donazione all’Università degli studi di Bergamo del “Fondo De Micheli” costituito dal patrimonio artistico ed archivistico del critico d’arte Mario De Micheli, uno dei primi e più autorevoli storici dell’arte italiani a dedicare studi approfonditi alle avanguardie storiche del Novecento, a partire dalla sua tesi di laurea, dedicata alla poesia surrealista. Date le grandissime potenzialità della Collezione e dell’Archivio sia in termini di valore artistico che di studio, ricerca e formazione (cfr. Verbale CA n. 3/2021), l’obiettivo in questo caso sarà, attraverso la consultazione sistematica del contenuto del fondo, definire i contorni del rapporto tra De Micheli e il Surrealismo, considerato anche nelle sue ricadute fuori dai confini francesi.

Responsabile del progetto: Franca Franchi.

Team internazionale docenti studiosi del Surrealismo

Università degli studi di Bergamo:

“Letteratura francese”: Franca Franchi, Michela Gardini, Francesca Pagani; “Letteratura inglese”: Alessandra Violi; “Storia dell’arte moderna e contemporanea”: Giovanni C.F. Villa, Elio Grazioli, Andrea Zucchinali; “Discipline del teatro e dello spettacolo”: Anna Maria Testaverde, Elena Mazzoleni; “Letteratura italiana contemporanea”: Nunzia Palmieri, Giacomo Raccis.

Sorbonne Université:

“Stilistica e poetica nelle lettere e nelle arti”: Jacques Dürrenmatt; "Teoria del montaggio e storia del cinema": Arnaud Maillet.

Université Lumière Lyon 2:

“Letteratura inglese e letterature anglofone (XVIII - XX secolo)”: Didier Girard.

         La responsabile del progetto, oltre ai docenti studiosi succitati, sta ponendo in dialogo professori e ricercatori, italiani e non, appartenenti all’ambito delle scienze umanistiche: lingue e letterature, storia dell’arte      
         contemporanea e della cultura visuale, discipline dello spettacolo, filosofia, storia, antropologia, cinema, musicologia, fumetto.

 

2. Culture dell'immagine

Tale ricerca si pone l’obiettivo di indagare il mondo delle immagini tenendo conto della loro pervasività e trasversalità nel panorama culturale dal Rinascimento alla contemporaneità e mantenendo sempre l’attenzione sulla complessità delle relazioni tra produzione visiva e letteraria.

  • Archeologia dell’immaginario: immagini, documenti, corpi, testi

All’intersezione fra più saperi, le immagini attraversano il tempo in modi imprevedibili, contraddittori, fatti di sentieri spesso interrotti, certo mai lineari. L’archeologia dell’immaginario lavora attorno ai materiali della storia, dai testi letterari e poetici ai documenti visivi, privilegiando le genealogie alternative, le tradizioni sommerse, le risorgenze delle immagini o la loro capacità di prefigurare il futuro. Il corpo, medium delle immagini e veicolo degli immaginari vissuti, è elemento centrale del progetto, con particolare attenzione agli ambiti della moda, della traduzione ecfrastica, degli intrecci fra medicina ed estetica e fra arte e antropologia. (Referenti: Franca Franchi, Francesca Pagani, Daniele Regazzoni, Alessandra Violi, Amelia G. Valtolina). 

  • Immagini e arte

L’arte è un terreno privilegiato e al tempo stesso specifico di produzione di immagini. Per questo è ambito di studio non solo per gli aspetti di documentazione ma anche di interrogazione sul ruolo dell’immagine e dell’espressione all’interno del vasto mondo delle immagini. I suoi rapporti con la parola e con le altre espressioni non solo visive sono poi negli ultimi decenni al centro di nuove riflessioni che la pongono all’interno di un contesto di studi visivi e culturali che hanno aperto nuovi orizzonti. (Referenti: Elio Grazioli, Giovanni C.F. Villa). 

  • Immagini, scienza e tecnologia

Le tecnologie di virtualizzazione e la capacità di modellare e simulare umanoidi virtuali permettono di implementare soluzioni di supporto ad esperienze di natura artistica. Così il tracciamento dei movimenti dei visitatori di una mostra e lo studio del loro comportamento ha valore sia per le esposizioni reali sia nella fase di concezione e predisposizione di esposizioni virtuali, base di partenza per lo sviluppo di nuovi percorsi o modalità espositive ed esperienziali.

D'altro canto, dai disegni di Richer e dalle fotografie della Salpêtrière, fino alle tecniche di neuroimaging, l’immaginario medico e psicologico ha attraversato gli usi e gli strumenti più vari. Raccogliere queste esperienze, come un archivio delle immagini della sofferenza, può servire a comprendere le finalità storiche del controllo scientifico sul corpo umano, tra cui quanto le migliori intenzioni di efficacia tecnologica abbiano nascosto, o rivelato, differenti forme della “questione sanitaria”, dall'uso salvifico delle vaccinazioni ai criminali progetti di sterminio.

Inoltre, le tecnologie scientifiche applicate allo studio delle immagini e delle opere d'arte - grafiche, pittoriche, testuali, fotografiche... - permettono di leggere oltre l'immagine visibile con ulteriori immagini (multispettrali, ricostruzioni virtuali, etc.) che richiedono criteri interpretativi propri e spesso di natura interdisciplinare, avviando percorsi di confronto e ricerca. (Referenti: Pietro Barbetta, Giovanni C.F. Villa). 

  • Immagini e cultura di massa

Nelle diverse culture l’immagine ha una fruibilità diffusa a tutti i livelli di appartenenza sociale. L’immagine a grande diffusione costituisce l’essenza del patrimonio identitario e nello stesso tempo è protagonista nei secoli di una migrazione da una cultura all’altra, divenendo protagonista del dialogo fra culture. Le costanti migrazioni, nelle modalità contemporanee multimediali, hanno portato contaminazioni tra tipologie iconografiche e spettacolari, che si sono tradotte in forme artistiche nuove a larga diffusione di massa universalmente condivise. Le ricerche sono finalizzate allo studio delle modalità delle immagini popolari moderne: il loro rapporto con il pubblico, ora fondato sul coinvolgimento attivo, e i loro principi estetici tesi alla messa in discussione del rapporto tra canone e innovazione. (Referenti: Elena Mazzoleni, Maria Chiara Pesenti, Anna Maria Testaverde). 

  • Immagini artistiche, economiche e giuridiche

Nell'ambito delle scienze sociali, e in particolar modo nell'economia politica e nel diritto, le immagini artistiche ricoprono un ruolo fondamentale. Le opere d'arte sono a tutti gli effetti documenti d'epoca: l'analisi degli strumenti adoperati per la loro esecuzione, le relazioni sociali, economiche e giuridiche che ne regolano l'esistenza, la scelta dei soggetti e le caratteristiche degli oggetti costituiscono delle fonti di grande rilevanza per la comprensione della storia dei sistemi economici e sociali, dal punto di vista materiale ma anche delle idee. (Referenti: Stefano Lucarelli, Giovanni C.F. Villa).

 

3. “DOCUMENTS” | Studi sull’antropologia dell’immaginario

Diretta da Georges Bataille, la rivista “DOCUMENTS” rappresenta, nel breve arco della sua esistenza (1929-1930), uno straordinario momento di ripensamento sia della nozione tradizionale di arte sia di quella di avanguardia, le cui ripercussioni sono tuttora attuali. Punto nodale della rivista è il ruolo pilota riservato da Bataille alle scienze umane. In particolare l’etnologia, rifondata sotto l’impulso di Emile Durkheim e di Marcel Mauss, viene posta al centro del lavoro di “smontaggio teorico” messo in atto dai collaboratori. In opposizione, da un lato, all’estetismo accademico, dall’altro, al surrealismo, la rivista – cui partecipano i maggiori etnologi del tempo: Michel Leiris, Carl Einstein, André Schaeffner, Marcel Griaule… – attribuisce un ruolo centrale alle scienze umane, privilegiando un processo di decostruzione delle categorie estetiche tradizionali in cui ebbe forte rilievo l’uso trasgressivo della fotografia (Jacques-André Boiffard; Eli Lotar) e dell’immagine cinematografica (Sergej Michajlovič Ėjzenštejn), volto a scardinare il concetto di antropomorfismo. Il progetto di ricerca intende promuovere un approccio all’immaginario antropologico delle arti e della letteratura, vale a dire a quella “modernità etnografica” che sta al centro delle ricerche di James Clifford (I frutti puri impazziscono), prendendo a riferimento sul piano metodologico gli apporti di Aby Warburg, di Walter Benjamin e di Jean Baudrillard. Tra le tematiche che caratterizzano il progetto internazionale vi sono: il sistema degli oggetti, il collezionismo, il paesaggio e la geografia letteraria, le forme dell’immaginario, le eterotopie, i luoghi della memoria. Nell’ambito di tale progetto internazionale è stata promossa l’organizzazione di alcuni tra i più rilevanti convegni internazionali dedicati alla rivista “DOCUMENTS” e ai protagonisti che l’hanno animata, contribuendo in modo decisivo all’avanzamento degli studi sul tema: di particolare impatto scientifico sono stati i 2 convegni: Documents: une revue hétérodoxe, in collaborazione con l’Ambasciata di Francia, l’Università La Sapienza, l’Università di Roma Tre e la Libera Università Maria Ss. Assunta (Roma, Palazzo Farnese, Ambassade de France en Italie, 11-12 giugno 2009) e Jacques-André Boiffard, la parenthèse surréaliste, organizzato in collaborazione con il Centre Georges Pompidou, Sorbonne Université e (Parigi, Centre Pompidou, 14 gennaio 2015). Tra i principali prodotti della ricerca si annoverano infine gli atti del convegno romano – Franca Franchi, Marina Galletti (a cura di), Documents, una rivista eterodossa, Bruno Mondadori, Milano 2010 – e parte dei volumi pubblicati nella collana internazionale “Dietro lo specchio”, edita da Quodlibet (in particolare, Andrea Zucchinali, Jacques-André Boiffard: storia di un occhio fotografico, Quodlibet, Macerata 2015; Alberto Castoldi, Epifanie dell’informe, Quodlibet, Macerata 2018).Comitato scientifico: Simon Baker (Direttore della “Maison Européenne de la Photographie” -MEP- Parigi), Marco Belpoliti,  Franca Franchi, Didier Girard ( “Letterature Comparate”, Université de Tours), Elio Grazioli, Rosalind Krauss (Critica d'arte e Prof.ssa emerito di “Storia dell'arte e dell’archeologia”, Columbia University, New York), Nunzia Palmieri, Telmo Pievani (“Filosofia delle Scienze Biologiche”, Università di Padova), Alessandra Violi.

Coordinamento: Franca Franchi.

 

4. ARTE | MODA Archive

Il progetto di ricerca ARTE | MODA ARCHIVE sviluppa per la prima volta a livello internazionale un archivio di immagini relative a dipinti datati dall'inizio del XIV alla fine del XIX secolo, documenti iconografici imprescindibili per la conoscenza della moda e del costume e della loro evoluzione nel corso di oltre cinque secoli. 
I dipinti, i ritratti in modo specifico, costituiscono le uniche fonti visive per conoscere, attraverso le immagini, le trasformazioni che l'abito e i suoi accessori hanno subito nel corso dei secoli, soprattutto fino alla seconda metà del Seicento quando le nuove fogge incominciano ad essere divulgate dai figurini, dai primi periodici specializzati nella moda (Parigi, gennaio 1786) e, dalla metà del XIX secolo, dalla grande diffusione dell'affiche pubblicitaria e della fotografia. Il dipinto viene trattato nel progetto ARTE | MODA ARCHIVE come puro documento storico, testimonianza visiva dei mutamenti dell'abbigliamento tra medioevo e età moderna, dettati nel corso dei decenni da molteplici fattori, sociali, politici, culturali, economici e psicologici. La scelta di archiviare solo dipinti datati, e non databili, è centrale nel progetto al fine di creare un catalogo scientifico che riproduca mode, dettagli, accessori, tessuti che solo apparentemente si ripetono senza variazioni nella moda del periodo storico trattato. Studiosi, ricercatori e appassionati di moda possono in questo modo attingere a riferimenti iconografici della moda riconducibili ad anni precisi, per confronti stilistici, proposte di datazione e comprensione visiva delle trasformazioni che la moda ha subito, in tutta Europa, nei secoli che hanno segnato il trionfo, a diverse riprese, della moda italiana, spagnola e olandese, francese e inglese. L'archivio prevede un ordinamento suddiviso per tipologie vestimentarie (abiti femminili, maschili, dell'infanzia, accessori e tessuti) a sua volte ordinate in schede che presentano uno sviluppo cronologico (dal XIV alla fine del XIX secolo). Comitato scientifico: Anna Biagiotti, Jane Bridgeman ( “Storia del vestito, del costume e della moda”, University of The Arts London), Massimiliano Capella, Franca Franchi, Giovanni C.F. Villa. Direzione scientifica: Massimiliano Capella. Responsabile esecutivo: Elisabetta De Toni. Collaboratori: Clara Pellegris, Sara Volpi. http://artemoda.unibg.it

 

5. Diagnostica beni culturali

L’attività di diagnostica si concentra sulla ricerca e sull’applicazione delle analisi scientifiche non invasive allo studio ai fini conoscitivi e conservativi di opere d’arte di varia epoca e tipologia, policrome e non, realizzate su diversi supporti: legno, tela, muro, carta, pergamena, metallo, vetro, etc.
L’applicazione delle analisi è vista come un aspetto fondamentale della conoscenza del manufatto, fornendo dati utili allo storico come pure ai fini della sua fruizione e conservazione ottimale. Questi obiettivi implicano il dialogo di competenze multidisciplinari scientifiche (fisiche, chimiche, ambientali, ingegneristiche), umanistiche (storiche, artistiche, filologiche, museologiche) e di saperi tecnici negli ambiti della conservazione e del restauro.  La diagnostica si avvale di tecnologie avanzate e ottimali messe a punto in progetti di rilievo nazionale e internazionale. A partire dal 1998 sono state esaminate oltre 4000 opere in prestigiose collezioni pubbliche e private italiane e straniere. Particolarmente attento ai progetti territoriali che prevedano una valorizzazione del patrimonio artistico e storico anche attraverso la conservazione delle opere, ha collaborato con la Regione Veneto e la Regione Marche per ampi progetti su Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Lorenzo Lotto, Tiziano. Collabora da un decennio con le Scuderie del Quirinale di Roma e con varie Soprintendenze ai Beni Storici e Artistici, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia per numerosi progetti, da Antonello da Messina alla pittura del XV-XVI secolo, a Tiepolo e Hayez. Comitato scientifico: Gianluca Poldi, Giovanni C.F. Villa.

 

6. Giacomo Manzù in dialogo con i protagonisti del Novecento

Intorno allo scultore bergamasco Giacomo Manzù è stato sviluppato un progetto di ricerca dedicato alla ricostruzione, attraverso lo spoglio degli epistolari, delle relazioni personali e artistiche con figure di rilievo della cultura contemporanea. Artista di rilevanza internazionale, capace di conquistare un profilo in certo senso “istituzionale”, Manzù ha portato avanti nel corso degli anni una ricerca artistica personale, che non sempre la critica ha saputo riconoscere nella sua originalità. Negli ultimi anni, però, la sua figura è al centro di importanti ricerche (Giacomo Manzù 1938-1965. Gli anni della ricerca, a cura di M. Cattaneo, M.C. Rodeschini 2008; Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana, a cura di B. Cinelli, D. Colombo 2016), volte a riscattarne l’immagine rispetto ad alcune rappresentazioni “codificate” e ormai tradizionali. In questo contesto, il progetto di ricerca, sviluppato dal già CAV di Ateneo, grazie anche al finanziamento di un assegno di ricerca (della durata di due anni) finanziato dall’Ateneo e dal Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione, ha permesso di ricostruire una fitta rete di relazioni intellettuali e artistiche intrattenute da Manzù, in particolare nel corso degli anni Trenta e Quaranta, con letterati (Quasimodo, Ungaretti, Pasolini, Scialoja), editori (Scheiwiller, Rosa e Ballo, Edizioni Uomo) e altre figure del mondo dell’arte e della cultura. Queste relazioni consentono di arricchire la conoscenza del modus operandi e della genesi di importanti opere dello scultore, ma anche di illuminare da un’altra, inedita prospettiva alcune sue decisive “svolte” artistiche. Tale ricerca ha potuto avvalersi anche della collaborazione del Rettorato e di importanti istituzioni culturali del territorio (GAMeC, Accademia Carrara, Biblioteca Civica Angelo Mai e Archivi storici comunali, Museo Arte Tempo di Clusone), con le quali è stato realizzato il volume Giacomo Manzù. I suoi esordi a Bergamo. Il fregio del Monumento ai Fratelli Calvi (a cura di A. Pizzigoni e V. Raimondo, Bolis 2020). Lo sviluppo del progetto seguirà la direzione di un allargamento dell’arco cronologico interessato e, soprattutto, prevede un’integrazione delle ricerche d’archivio già condotte con la consultazione dell’Archivio della Fondazione Giacomo Manzù, finora inaccessibile. Coordinatori: Nunzia Palmieri; Elio Grazioli. Collaboratori: Giacomo Raccis.

 

ATTIVITÀ DI FORMAZIONE

Per il 2022

Il gruppo di ricerca “Arts and Humanities” promuove un collegamento tra ricerca applicata e didattica in particolare all'interno:

  • dei corsi di Laurea in Lettere Triennale (L-10) e Magistrale (LM-14);

  • dell’Ambito 2 in “Teorie e analisi e dei processi artistico-letterari” del dottorato in “Studi Umanistici Transculturali” dell’Università degli studi di Bergamo.

Più nello specifico, il gruppo di ricerca prevede una formazione organizzata attorno a project work composti da un insieme di attività coordinate da un responsabile e costruite attorno a progetti di ricerca nazionali ed internazionali realizzati o in corso di realizzazione presso il Dipartimento di LFC.

  • In considerazione dell’approssimarsi del centenario del Surrealismo, da cui muove il progetto triennale di cui al punto 1. “1924–2024: il Surrealismo attraverso le sue riviste”, il gruppo di ricerca intende focalizzare la sua attività di didattica intorno al succitato progetto. Quest’ultimo, in sintonia con la specificità e potenzialità del “Fondo Mario De Micheli”, consente di prevedere lo sviluppo un’attività di ricerca e di formazione in sinergia con quanto previsto dalla costituenda Commissione tecnico-scientifica incaricata della gestione del fondo.

 

TERZA MISSIONE / PUBLIC ENGAGEMENT

Il gruppo di ricerca “Arts and Humanities” si impegna in attività di Terza missione (Public engagement) con una serie di iniziative aventi per scopo la promozione e la divulgazione del patrimonio culturale del territorio di Bergamo e il patrimonio culturale della sede UniBg di Palazzo Bassi-Rathgeb. Più nello specifico: avvicinare le persone – cittadini come pure turisti – alle attività del gruppo di ricerca, promuovendo la conoscenza come valore per tutta la comunità; diffondere una cultura interdisciplinare con metodi sia tradizionali (esposizioni e altre attività dal vivo), sia innovativi/multimediali, con una particolare attenzione verso l’uso di piattaforme web e alla realtà virtuale; promuovere con i visitatori/spettatori un dialogo e una riflessione attiva rispetto ai temi proposti, caratterizzati da un valore estetico e da un interesse etico, ossia da un valore civile; valorizzare percorsi di ricerca sull'immaginario culturale delle varie epoche, all'interno di coordinate più ampie, dall'ambito letterario-antropologico a quello propriamente visuale, a quello scientifico; coinvolgere docenti e studenti, come pure varie realtà istituzionali e private del territorio, in un’ottica collaborativa e trasversale, secondo la tradizione del già CAV UniBg; coinvolgere nelle iniziative personalità del mondo della cultura e delle arti esterne all’Ateneo. L’innesto del digitale nell’ambito delle iniziative consente un ampliamento dell’esperienza secondo metodi e mezzi stimolanti e costruttivi, permettendo di espandere i temi affrontati e di coinvolgere le persone in diverse e originali modalità.

Per il 2022, le iniziative principali, sono le  seguenti

  • In considerazione dell’approssimarsi del centenario del Surrealismo, da cui muove il progetto    triennale di cui al punto 1. “1924–2024: il Surrealismo attraverso le sue riviste”, il gruppo di ricerca “Arts and Humanities” intende focalizzare le sue attività in particolare intorno al succitato progetto. Quest’ultimo, in sintonia con la specificità e potenzialità del “Fondo Mario De Micheli”, consente di prevedere lo sviluppo un’attività di Terza Misssione (Public engagement) in sinergia con quanto previsto dalla costituenda Commissione tecnico-scientifica incaricata della gestione del fondo.

  •  Progetto espositivo “Festival Dalmine Maggio Fotografia 2022” che intende proseguire nella collaborazione fra il già CAV di Ateneo, il CUS Bergamo (Via Verdi, 56 Dalmine) e l’Assessorato alla Cultura e promozione del territorio del Comune di Dalmine. Tale collaborazione (esordita nell’a.a. 2014/2015, nel contesto della IV edizione del festival fotografico "Dalmine Maggio Fotografia"), ha dato luogo a esposizioni fotografiche a tema che si sono avvalse delle esperienze effettuate sul campo dagli studenti stessi, in collaborazione con i docenti. Copie dei cicli annui fotografici (stampe digitali in quadricromia), dapprima in mostra presso il CUS Bergamo (Via Verdi, 56 Dalmine) nell’ambito “Festival Dalmine Maggio Fotografia” e accompagnate da una Tavola rotonda composta da studenti e docenti alla presenza di un vasto pubblico, sono a tutt’oggi esposte in Via Pignolo n. 123 (piano -3 e piano -4).        

  Coordinamento: Franca Franchi

 

Cinema e media audiovisivi

Il gruppo “Cinema e media audiovisivi”, attivo dal 2022 presso il Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione, concentra la propria attività sul valore storico, culturale, estetico, sociale ed economico dei media audiovisivi (cinema, televisione, fotografia, videogioco, realtà virtuale ecc.) quali oggetti rilevanti nell’ampia ecologia visuale contemporanea.
Il nucleo del gruppo di ricerca è costituito dai docenti, dai ricercatori e dai collaboratori alla didattica afferenti al settore scientifico-disciplinare L-ART/06 - Cinema, fotografia e televisione nel Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione, ma è aperto all’apporto metodologico e tematico di studiose e studiosi di altre discipline.
Partecipanti: Giorgio Avezzù, Adriano D’Aloia (responsabile scientifico), Stefano Ghislotti, Elisa Pezzotta, Giuseppe Previtali, Simone Villani.
Le attività del gruppo comprendono:

  • la promozione di progetti di ricerca interdisciplinari;

  • l’organizzazione di attività seminariali e convegnistiche locali, nazionali e internazionali aperte a studiosi, dottorandi e studenti del Dipartimento;

  • la produzione di pubblicazioni scientifiche;

  • l’ideazione e la realizzazione di attività culturali per il progetto Open Campus e per il public engagement d’Ateneo;

  • la collaborazione alle attività di valorizzazione del patrimonio degli archivi audiovisivi del territorio;

  • la collaborazione alle attività formative dei festival cinematografici del territorio;

  • l’impulso alle attività di didattica, ricerca e terza missione del Visual Media Research and Creativity Lab. 

Classical, Medieval and Early Modern Studies UniBg

Classical, Medieval and Early Modern Studies UniBg è un’iniziativa degli afferenti al Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione che si occupano dell’età medievale e della prima età moderna. Il gruppo di ricerca è finalizzato a promuovere, valorizzare e diffondere le ricerche avviate all’interno del Dipartimento su tali epoche, sia migliorando la comunicazione e la progettualità interna al Dipartimento in tale ambito, sia dandone una maggiore visibilità all’esterno. Medieval and Early Modern Studies Unibg si caratterizza per l’approccio interdisciplinare e per l’interesse per temi innovativi e trasversali nell’ambito degli studi medievali e rinascimentali. Partecipanti: Maddalena Bonelli, Clizia Carminati, Paolo Cesaretti, Lucia Degiovanni, Enrico Giannetto, Giulia Giannini, Elena Gritti, Franco Giudice, Niccolò Guicciardini, Eleonora Latiri, Marco Pellegrini, Riccardo Rao, Salvatore Ricciardo, Luca Carlo Rossi, Riccardo Saccenti, Francesco Sala, Anna Maria Testaverde, Giovanni Carlo Federico Villa, Massimo Zaggia.

LICon - Lingue, Interazioni, Contesti

Seminario LICon - Lingue, Interazioni, Contesti, che persegue una linea di attività scientifica orientata allo studio delle lingue nella loro valenza sociolinguistica e pragmatica, in prospettiva sia sincronica, sia diacronica. Situazioni linguistiche privilegiate, ma non esaustive, sono quelle relative ai repertori che si sono succeduti in ambito europeo e italiano in particolare, indagati in diversi momenti storici con particolare attenzione al contesto comunicativo e storico-sociale considerato.
L’attività complessiva del Seminario LICon si declina in diversi modi:

  • Lavori e progetti di ricerca realizzati dai componenti del gruppo, inclusa l’organizzazione di seminari, convegni e giornate di studio e di diffusione delle ricerche;
  • Organizzazione di attività scientifico-didattiche per dottorandi e per studenti del Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione;
  • Cura della diffusione scientifica e delle risorse web;
  • Attenzione ai rapporti scientifici nazionali e internazionali, anche funzionali alla presentazione di progetti per finanziamenti esterni e all’organizzazione di attività congiunte con altri studiosi in sintonia con le attività del gruppo.

Il Seminario LICon è costituito dai seguenti componenti: Ricercatori del Dipartimento LFC: Federica Guerini e Piera Molinelli. Ricercatori di altri Atenei: Chiara Fedriani (Università di Genova), Maria Napoli (Università del Piemonte Orientale). Collaboratori alla ricerca: Chiara Ghezzi, Marta Ghilardi.

SeStam Seminario studi tardo-antichi e medievali

SeStam Seminario studi tardo-antichi e medievali: SeStam è un gruppo di ricerca attivo all’interno del Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione dell’Università di Bergamo dedicato allo studio e alla conoscenza del mondo tardo antico e medievale. Il Seminario si caratterizza per un approccio interdisciplinare, fondato sull’incontro fra studi storici, storico-filologici, filosofici e archeologici in ambito mediterraneo ed europeo. Il Seminario è scandito da più incontri tematici (convegni, seminari, presentazioni di libri e lezioni) e da appositi momenti di incontro interdisciplinare, che si svolgono nel corso dell’anno solare. Le iniziative intendono mettere in contatto l’attività di ricerca con quella didattica. 

Referente del Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione: Riccardo Rao.

Membri del Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione: Maddalena Bonelli, Paolo Buffo, Paolo Cesaretti, Luca Lombardo, Nicola Morato, Marco Pellegrini, Luca Carlo Rossi, Riccardo Saccenti.

Elena Gritti (assegnista), Eleonora Latiri (dottoranda), Alessia Meneghin (assegnista), Francesco Sala (dottorando), Federico Zoni (assegnista).

Referente del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere: Francesco Lo Monaco.

Membri del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere: Maria Grazia Cammarota, Davide Checchi, Gabriele Cocco.

Storia della Scienza

Il gruppo di Storia della Scienza è attivo da molti anni presso l'Università degli studi di Bergamo ed i suoi ricercatori sono perlopiù afferenti al Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione (Enrico Giannetto, Giulia Giannini, Franco Giudice, Niccolò Guicciardini, e Salvatore Ricciardo nel Dipartimento di Scienze umane e sociali). I campi di ricerca spaziano all'interno della storia della fisica e della matematica, dal '600 al '900: l'opera di Giordano Bruno e di Galileo e la sua scuola (Accademia del Cimento), di Boyle e di Hobbes, di Newton e di Leibniz, di Poincaré ed Einstein, di Bohr e Heisenberg costituiscono i principali oggetti di studio. La storia del pensiero scientifico è indagata nelle sue correlazioni al pensiero filosofico e nelle sue valenze epistemologiche. Il centro dipartimentale ISHTAR, legato nel passato alla Scuola di Dottorato in Antropologia ed Epistemologia della Complessità, è espressione soprattutto di queste ricerche. Il gruppo ha diverse collaborazioni internazionali come quella con il Max-Planck Institute for the History of Science di Berlino e con l'Oxford Centre for the History of Science.