Prismi. Sei parole chiave per un’ecologia visuale dell’intelligenza artificiale è un ciclo di appuntamenti seminariali volto a interrogare le trasformazioni dello sguardo e della visualità in un contesto in cui la proliferazione degli schermi, la crescente automazione dei processi percettivi e l’opacità delle infrastrutture digitali ridisegnano la nostra relazione con le immagini e i media audiovisivi. Attraverso un approccio che ibrida campi eterogenei come i film studies, la mediologia, la semiotica dei media e l’estetica, il ciclo intende valorizzare una prospettiva di studi interdisciplinare capace di fungere da prisma scomponendo e ordinando il complesso intreccio della visualità contemporanea.
Il ciclo assume l’IA come punto di osservazione privilegiato per sondare continuità e aporie tra le forme storiche dello sguardo e le loro attuali configurazioni. Lungi dal presentarsi come frattura improvvisa, l’IA possiede una propria temporalità profonda che intercetta la deriva postmediale e postfotografica, i processi di automatizzazione delle immagini in chiave operativa e invisuale, le pretese facoltà veritative dei sistemi algoritmici, nonché le infrastrutture e le reti mediali.
Collocato in questa prospettiva, il ciclo si articola in una molteplicità di traiettorie concettuali imperniate su alcune parole chiave – intelligenza, immaginario, algoritmo, interattività, autorialità, identità – che permettono di situare l’IA entro un reticolo di pratiche e dispositivi: dalla ridefinizione dei concetti di intelligenza, pensiero e memoria all’ibridazione delle nuove tecnologie visuali con l’immaginario cinematografico; dalle integrazione dei sistemi algoritmici nella produzione, circolazione e interpretazione delle immagini alle forme interattive che sollecitano una partecipazione sensomotoria ampliata; fino ad arrivare alle sperimentazioni artistiche, che problematizzano l’autorialità e la creatività in presenza di mediatori non umani, e alle forme di agentività culturale del macchinico e di (auto)rappresentazione dell’identità.
Gli interventi dei relatori e delle relatrici non si limitano a fotografare lo stato attuale delle tecnologie dell’IA, ma collocano queste ultime in un percorso storico-tematico più ampio sulle tecniche di visione e rappresentazione che ne rivela la centralità all’interno di un panorama mediale e audiovisivo in costante trasformazione. Ogni incontro, della durata di 2 ore, prevede la presenza di un moderatore e l’intervento di discussant.
L’iniziativa, a cura di Matteo Citrini e Anja Boato, si inserisce nell'ambito delle attività del gruppo di ricerca CiMAv - Cinema e Media Audiovisivi.