Conferenze/Convegni/Workshop
Luogo Evento
Teatro Sociale (Via Bartolomeo Colleoni, 4-Bergamo)
Relatore/i
Prof.ssa Franca Franchi (Università degli studi di Bergamo)
Prof. Sergio Cavalieri (Rettore dell'Università degli studi di Bergamo)
Giorgio Berta (Presidente Fondazione Teatro Donizetti)
Chiara Traversi (Pro Universitate Bergomensi)
Roberto Valentino (Bergamo Jazz Fondazione Teatro Donizetti)

Con le parole del filosofo Theodor Adorno: «La logica della storia è distruttiva come gli uomini che produce: e, dovunque tende la sua forza di gravità, riproduce l’equivalente del male passato.» Questa sentenza di Adorno, nel saggio Minima Moralia, evidenzia come il male sia connaturato all’umanità e come questa realtà sia cruda e ineluttabile. Tutta l’attività umana è permeata da una forza distruttiva, da forme molteplici di conflitto. Conflitto che può essere inteso come contrappunto o contrasto, ma anche come scontro bellico. La produzione culturale lo dimostra: senza il conflitto tra Capuleti e Montecchi non esisterebbe la struggente tragedia di Romeo e Giulietta di Shakespeare.

Senza la campagna napoleonica contro l’Ancien Régime non avremmo avuto la Sinfonia Eroica di Beethoven, senza i moti indipendentisti polacchi non avremmo le grandi opere dedicate al folklore locale di Chopin, senza la schiavitù non avremmo il jazz, senza la Prima guerra mondiale non avremmo opere come il Wozzeck di Berg o Histoire du Soldat di Stravinskij, senza il Franchismo non avremmo la furente denuncia Como una ola de fuerza y luz di Luigi Nono.

D’altro canto, l’arte è intrinsecamente legata al conflitto interiore: nasce, infatti, da uno stato di tensione e di squilibrio in cui l’artista viene a trovarsi ogni volta che attraversa e vive su di sé la pressione di tendenze, bisogni e motivazioni contrastanti. A sua volta, il conflitto tra correnti di pensiero è alla base dell’evoluzione continua dell’arte. Prendiamo, ad esempio, il confronto tra musica classica e jazz: rappresentano due poli opposti, contrassegnati da un diverso approccio alla musica e al suo apprendimento. Da un lato, nella musica classica, si manifesta una componente visiva e colta che abbraccia la partitura scritta. Dall’altro, nel jazz, emerge maggiormente quella dettata dall’improvvisazione e dalla corporeità. Così, anche nella prosa, gesti e intenzioni drammatiche sono mossi da conflitti interiori ed esteriori.

La conferenza spettacolo Frontiere e conflitti. Arti performative a confronto intende mostrare connessioni e conflitti tra queste tre arti performative, opera, prosa e jazz, in più possibili sfaccettature. In epilogo è previsto uno spazio espressamente dedicato al dialogo con il pubblico.

Maggiori informazioni sono presenti alla pagina: https://bergamonextlevel.it/events/frontiere-e-conflitti?day=gio+11%20m…